Ritratti: Musicisti del nostro tempo. Maurizio Piscopo incontra Graziano Mossuto.

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Graziano Mossuto è un musicista non comune che stupisce sempre. E’ un artista che avrebbe affascinato anche lo scrittore agrigentino Luigi Pirandello. In confidenza mi ha raccontato che in lui convivono ben quattro personaggi in cerca d’autore. Oltre alla musica che compone ed esegue con diversi strumenti, ha una grande passione: le immersioni profonde. La scorsa estate ha portato un dono alla Stella del Mare di Lampedusa, la statua del Bambin Gesù che protegge Lampedusa e le isole Pelagie, benedetta da Giovanni Paolo II.


Quando nasce la tua passione per la musica?
Ero molto piccolo, avrò avuto 3 anni, i miei mi regalarono una tastiera, la pianola della Bontempi. Ricordo, che strappai via i numeri adesivi in cui erano indicate le note, dissi ai miei: “sono inutili, non servono”. Da allora, iniziai a sperimentare. All’età di 8 anni iniziai lo studio vero del pianoforte sotto la guida dei M° Padre Costanza di Favara, gli studi di teoria con il M° Gioacchino La Vecchia, poi entrai in Conservatorio, sotto la guida del M° Alfonsina Campisano (allieva di V.Mannino) e gli studi di armonia e composizione sotto la guida del M°Franco Orofino. Da allora, non mi sono mai fermato e sono giorno dopo giorno in continua ricerca e sperimentazione…
Hai studiato in America e qualche tempo fa sei stato in Russia e so che hai avuto enorme successo. Ne hanno parlato i giornali ed anche la Tv.
Ho tenuto un concerto molto importante nella città di Perm (nei monti Urali) dal titolo “Favola” con 10 musicisti professionisti e oltre 80 bambini. E’ stata un’esperienza molto significativa. Ho avuto il privilegio di suonare con il quartetto di balalaiche “Karavai”, il migliore quartetto della Russia, l’emozione più grande è stata quella di condividere insieme a loro una mia composizione del titolo: “Tema di Jana”, una composizione nata per piano, fisarmonica e orchestra che è stata riarrangiata per balalaiche e fisarmonica. FAVOLA è stata pensata come un concerto fiaba. L’organizzazione è stata formidabile sotto tutti i punti di vista. Hanno collaborato il Quartetto d’archi Classik quartet, il quartetto KARAVAI e le bellissime VOSKRESENIE, tutto sotto la direzione artistica di Irina Ikuleva, una donna splendida dal punto di vista umano e artistico. La finalità del percorso: la fusione fra le musiche di tradizione russa e le mie composizioni. Il tutto arrangiato in chiave mediterranea. E’ stato bello il lavoro di preparazione in studio, ho lavorato infatti alla realizzazione di tutti gli arrangiamenti e delle musiche nel mio studio a Favara e man mano inviavo il materiale via mail. E’ stato un concerto preparato in tre mesi ma maturato nell’arco di 10 anni. Mi sentivo una star, la cosa mi ha fatto uno strano effetto! La città era tappezzata dei nostri manifesti, per non parlare dei tabelloni digitali giganti. Abbiamo rilasciato numerose interviste sia alla radio che in televisione e lo spettacolo è stato trasmesso su TVP2. Amo profondamente il popolo russo, il loro senso di ospitalità, affettuosità, professionalità è superlativo. Links: Dicembre – https://www.youtube.com/watch?v=qn_HOq7ojBA Tema di Jana – https://www.youtube.com/watch?v=Q_u0rV2nyiA

Chi sono i tuoi musicisti di riferimento?
Amo molto i classici: Bach, Beethoven, Chopin, Brahms. Bach mi ha insegnato a comporre, a improvvisare, mi ha aperto la mente. Amo molto i musicisti italiani del periodo 60 e 70: Carlo Rustichelli, Nino Rota, Piero Piccioni, Roberto Pregadio, Pino Calvi, ma anche quelli stranieri come John Morris (ricordiamo il celebre film dal titolo Young Frankenstein), l’ungherese Miklós Rózsa (compositore del film Ben Hur).Credo, che il periodo compreso fra la fine degli anni 60 e 70 sia stato il migliore periodo per la musica mondiale e soprattutto per quella italiana.


In questi anni Graziano Mossuto ha vissuto una sorta di richiamo religioso ed ha approfondito e sviluppato il tema della musica e della religiosità. Perché un Rosario nelle profondità marine?
Come segno di ringraziamento, di protezione e di devozione. Da sempre provo un sentimento di riconoscenza e una sorta di legame sincero, nei confronti della Vergine: sin da bambino ho costantemente sentito la Sua vicinanza e la Sua protezione . Quest’estate ho deciso di recarmi presso l’Isola di Lampedusa e di immergermi a 20 metri di profondità dove è situata la Stella del Mare, la Statua della Madonna con il Bambin Gesù che protegge Lampedusa e le isole Pelagie, benedetta da Giovanni Paolo II. In questa occasione ho deciso di ringraziare la Vergine e il Bambin Gesù offrendo loro il Rosario.“Tra le varie immersioni fatte, questa è stata la più toccante ed emozionante.
Cosa significa pregare per te?
Prego attraverso la musica che ritengo sia uno strumento (un dono) straordinario grazie al quale è possibile emozionarsi ed emozionare; uno strumento con cui raggiungere uno stato di benessere, di beatitudine ed elevarsi spiritualmente.
Usi spesso la parola beatitudine, puoi spiegare meglio questo termine?
Sono fermamente convinto che la musica sia un dono di Dio, un codice donato all’uomo, uno strumento potentissimo grazie al quale è possibile elevare lo spirito e raggiungere uno stato di beatitudine.
La musica è capace di donarti tanto e, grazie ad essa, è possibile elevarsi spiritualmente. Emozionare ed emozionarsi e trasmettere benessere attraverso la musica rappresenta per me un tassello fondamentale per il mio cammino umano, artistico e spirituale. Ma per arrivare a questo è stato necessario tanto studio, devozione e ricerca.
Da dove arriva la tua musica e qual è il legame con la spiritualità?
In quanto musicista, mi ritengo un canale, un “tramite”. Vorrei esprimere cosa significa per me “essere musicista”: credo che il vero musicista (il vero artista) è colui che non crea, è colui che non sa cosa fare, lo fa e basta, l’universo crea per lui, l’artista è semplicemente un canale. Per essere veramente Artisti bisogna studiare le regole e poi gettarle via, è necessario liberare la mente da ogni condizionamento mentale in quanto quest’ultimo rappresenta l’annullamento della creatività. Noi siamo programmati esattamente come dei softwares, la vita ci programma, ed ecco che per essere veri musicisti bisogna uscire fuori dal programma. E’ necessario aprire il proprio cuore e creare senza condizionamenti. Chi improvvisa per esempio, non deve pensare, lo deve fare e basta altrimenti la risultante sarà quella di un pensiero, in un processo mentale condizionato e di conseguenza innaturale. Il vero musicista è il mezzo usato dall’universo per divulgare il suo codice supremo: la Musica. L’informazione viaggia nell’universo esattamente come le onde ad alta frequenza captate dai telefoni cellulari, fortunatamente, esiste il telefono cellulare per cui è semplice captare e trasmettere ad alta frequenza. Per trasmettere il codice universale ci vogliono gli artisti e solo loro sono in grado di farlo, di divulgarlo e condividerlo. Quando si è ispirati in realtà, siamo canalizzati, sintonizzati ed è proprio in quel momento che diventiamo creativi, Artisti. Quando un musicista è canalizzato le sue mani camminano da sole, i suoni si armonizzano in assenza mentale e tutto prende forma. L’artista vibra e produce verso se stesso e verso chi lo sta ascoltando un senso di beatitudine. Ogni artista è meraviglioso ed unico proprio perché riceve dall’universo questo dono meraviglioso.
Pregare per me significa liberare la mente, aprire il cuore e raggiungere uno stato di benessere e di beatitudine. Quando questo accade posso dire di toccare Dio con un dito.


Cosa si prova quando ci si immerge nelle acque profonde e che legame c’è con Dio?
Quando sei in acqua e inizi a scendere in profondità entri in un ambente nuovo, completamente diverso da quella che è la superficie, la nostra percezione delle cose cambia, ma ciò che cambia è soprattutto il rapporto con noi stessi, entri nella parte più intima di te stesso, inizi a sperimentare cose nuove, inizi a sentire e conoscere il tuo respiro e a scavare nel profondo della tua anima. Quando sei nel mondo marino, l’assenza di distrazioni, di rumori, ti portano in uno stato di coscienza e di consapevolezza che è completamente diverso da quello terreste. A 40 metri di profondità sai di dover respirare lentamente altrimenti consumi più aria e di conseguenza rischi di terminare prima la tua immersione, in quel momento lavori su te stesso, ascolti il tuo respiro, ti rilassi e tutto si rilassa, anche i muscoli interni, la mente si libera di tutti i pensieri e si entra in uno stato di benessere, di beatitudine, in quel momento si entra in connessione con Dio. Le immersioni mi hanno insegnato a respirare e a dare ossigeno alla mia consapevolezza e grazie ad essa ad elevare il mio spirito.
Secondo la mia esperienza personale di vita, umana e artistica, sia la musica e sia le immersioni mi portano in uno stato coscienza, di consapevolezza e sopratutto di elevazione spirituale ed entrambe le cose sono in perfetta connessione fra loro. Una mente libera dai condizionamenti apre il terreno ad una musica che eleva lo spirito

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho appena realizzato il mio nuovo docu -film dal titolo “Alla Ricerca Del Suono Perduto” in cui racconto le mie scoperte negli ultimi 10 anni fra ricerca e sperimentazione nel campo scientifico e musicale alla ricerca la chiamo io della beatitudine sonora.
Oggi siamo in un periodo storico terribile, disarmonico e anti musicale. Il suono riprodotto oggi dai dispositivi elettronici, per non parlare dell’accordatura utilizzata è terribilmente neurotossico e causa sull’ascoltatore una sensazione di ansia, di tensione e di disarmonia. La mia ricerca nel campo musicale e scientifico è quella di ottenere un suono che sia capace di donare all’ascoltatore un senso di armonia e di beatitudine.

Hai in cantiere nuove produzioni discografiche?
A breve uscirà “ Behind Nature”, un lavoro a contatto con la natura, fatto di sperimentazione, di improvvisazione, di pura creatività estemporanea e senza condizionamenti.
Pensate di andare in giro con uno zaino, una cinepresa, un microfono e qualche strumento musicale; pensate di trovarvi in una vecchia fattoria, o in un vecchio frantoio e, guardandovi intorno, immaginate di sentire nella vostra testa un’intera orchestra in cui ogni oggetto di fronte a voi diventa uno strumento musicale e voi siete sia compositori e sia direttori.
Il vecchio trattore, i suoni della campagna, gli uccelli, gli animali, gli attrezzi da lavoro, la natura, le persone diventano i fili per tessere una nuova tela sonora.
Ed ecco che inizi a percuotere qualsiasi cosa, crei delle sequenze ritmiche con quello che trovi lì in quel momento. Poi, una volta in studio di registrazione, quei suoni prendono forme nuove: vengono editati, trattati e inseriti in un vestito armonico che prende forma e diventa un’alchimia sonora.
“In tutte le cose c’è una vibrazione intrinseca che mi porta continuamente ad esplorare, a sperimentare, a trasformare; da questa vibrazione trae spunto il mio viaggio umano e musicale verso nuovi orizzonti sonori.
Behind Nature è un progetto discografico che parte dalla mia terra, in cui ogni cosa diventa vibrazione e si trasforma in musica. La natura diventa, dunque, linfa creativa ed è partendo dalle cose semplici, come un gesto, uno sguardo, un uomo che lavora la terra, che trovo ispirazione affinché tutto diventi un nuovo tessuto sonoro.
Da tutto ciò nasce Behind Nature, un viaggio musicale umano e sonoro nella natura.

Biografia di Graziano Mossuto
Graziano Mossuto è un musicista eclettico diplomato al Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo. Polistrumentista alla perenne ricerca delle sonorità di un mondo arcaico, “perduto”e lontano. E’ una delle figure più interessanti del panorama musicale siciliano e contemporaneo.
Le sue composizioni nascono in diretto contatto con la natura. Ha composto colonne sonore per il cinema, per il teatro per la tv ed ha fatto conoscere Favara e la provincia di Agrigento in ogni parte del mondo.