Il libro “Posantrimia” di Giuseppe Lisciandrello nell’intervista di Giuseppe Maurizio Piscopo

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Questo Natale ho avuto tra le mani il romanzo “Posantrimia” scritto dal giovane ingegnere Giuseppe Lisciandrello. Si tratta di un thriller noir con atmosfere oniriche e surreali che rimandano alla scrittura di Franz Kafka. Alle ore sei di un tiepido mattino di fine ottobre un tizio bussa alla porta di Mario De Livio. È un sabato. La domanda nasce spontanea chi sarà a quest’ora? Come all’improvviso in quella casa appare Elio Vidramio, un uomo che sembra essere sbucato dalle tenebre che non si allontanerà più da quelle stanze e che vivrà con il protagonista un intrigante viaggio misterioso ricco di colpi di scena e di situazioni imbarazzanti. Sono 168 pagine che tengono inchiodato il lettore dall’inizio alla fine della storia, un noir che tutti i siciliani dovrebbero leggere e non solo.
Il romanzo mi ha molto incuriosito, così ho voluto porre alcune domande all’autore.


Quali sono i temi principali di questo thriller?
I temi principali di “Posantrimia” sono due: da una parte la morte e il destino del male del mondo, dall’altra la vita e la ricerca di un valido motivo per viverla, nonostante a volte ci sembri che non ci resti niente se non infelicità e solitudine.
Quando e come nasce l’idea del romanzo?
Avevo ventidue anni, oramai 5 anni fa. Ricordo che mi venne in mente l’idea di questa ricerca disperata: è possibile trovare qualcuno che meriti di morire? E farlo in pochissimo tempo, come ad esempio una sola notte? Ancora di più mi affascinava l’aggravante che a dover compiere questa ricerca fosse una persona che odia la propria esistenza, che ha rifiutato l’amore e gli affetti e vive ogni giorno con passività. Il tutto immerso in atmosfere a tratti sfumate e cariche di surrealismo e paradossi, come in un sogno.
Cosa cerca un giustiziere in una città corrotta?
Il protagonista di “Posantrimia” viene minacciato da uno sconosciuto e si sente obbligato a trovare una persona che meriti di morire. Avrà solo 24 ore per farlo e tutta la narrazione si svolge proprie in queste 24 ore. Il protagonista così scende per strada, si immerge nel buio della notte e attraverso le stradine oscure e labirintiche di una città piena di ipocrisie, contraddizioni e crimini, proverà a trovare ciò che cerca.

Dov’è è ambientato il romanzo?
Questa città ricorda un po’ Palermo, in alcuni tratti. Sicuramente, da un punto di vista strutturale: si possono scoprire vie, piazze e luoghi di Palermo. Ma una cosa vorrei chiarire: la corruzione, la criminalità e la malignità che si celano nella città da me descritta sono quelle di una qualunque città. Questo è il motivo per cui ho preferito non dare una localizzazione realistica della vicenda e non nominare mai nessun luogo reale.

Ogni giorno si fa una scelta per vivere…
Il protagonista inizia la sua avventura in una condizione molto buia. È solo, non ama più, ha perduto i propri cari, non dà valore alla propria vita. “Posantrimia” parte da questi presupposti, ma esprime in verità la costante ricerca della luce. Si tratta di un’odissea, un ritorno verso casa e verso gli amori e gli affetti perduti, un percorso catartico verso la liberazione di sé. E solo attraversando il buio del mondo si potrà finalmente ritrovare la luce.
“Sono caduto vittima di me stesso, ucciso dalla mia stessa follia”…
Si tratta di uno dei temi del romanzo. Da dove si originano la sofferenza e il male per l’uomo? La risposta che do è molto semplice: dall’uomo stesso. Siamo vittime di noi stessi.
L’acciaio del tuo cuore ti salverà…
Questo sentimento esprime l’atteggiamento di chiunque sia stato deluso dall’amore o dagli affetti. Per superare la sofferenza ci rialziamo, sì, più forti di prima, ci promettiamo che non soffriremo più, che saremo più forti, e siamo disposti a chiudere il nostro cuore ad ulteriori emozioni. L’acciaio è freddo, duro, tenace ed esprime bene il concetto.
C’è qualcuno che merita la morte in questo mondo?
Bella domanda. È proprio la domanda che mi sono posto anch’ io e, con questo libro, provo a chiedere ai lettori aiuto nel trovare una risposta. “Posantrimia”, più che dare risposte, dà spunti di riflessione su questo tema.
La vita è un cerchio?
Per i greci la storia è ciclica e questa idea mi è sempre piaciuta. Se lo è la storia, allora forse lo è anche la vita di ciascuno di noi. Non so se la vita sia veramente ciclica, ma di una cosa sono certo: ogni uomo o donna ad un certo punto sente il bisogno (o il dovere) di tornare al punto di partenza, alla sorgente, alle proprie radici.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Sicuramente continuare a scrivere. Nel frattempo leggo molto, per continuare a imparare dai grandi autori. Il prossimo romanzo sarà un altro thriller, probabilmente più onirico e surreale di Posantrimia, è in corso di definizione e a breve comincerò la stesura.
Giuseppe Lisciandrello, nato e cresciuto a Palermo, vive attualmente a Roma . Ha pubblicato “Infinito – Il risveglio del vuoto” (2014) è il suo primo romanzo.