Ribera: Agrumicoltura in difficoltà per il covid e per le alte temperature

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Da qualche settimana incontrano difficoltà nella commercializzazione delle arance migliaia di agrumicoltori del comprensorio riberese. Le cause vanno ricercate prima nelle condizioni climatiche del territorio dove non piove dal marzo scorso e dove vi sono oltre 20 gradi di temperature quasi pre-estive e poi nel ritorno della pandemia da coronavirus che sta rallentando le vendite al minuto delle arance nelle regioni dichiarate come la Lombardia, il Piemonte e parte di aree del Vento.
Gli operatori agricoli partono per il Nord con camion carichi delle primizie come le naveline, ma, arrivati nelle grandi città, hanno difficoltà negli spostamenti perché i clienti prima si spostavano e cercavano i venditori, mentre oggi sono bloccati a casa perché hanno anche paura del covid. Gli agricoltori non possono andare di casa in casa a piazzare le cassette di arance.


“Non hanno difficoltà invece gli agrumicoltori che riforniscono con grosse quantità la grande distribuzione – ci dice Alfredo Mulè, imprenditore agricolo, già sindacalista della Coldiretti ed ex candidato sindaco di Ribera – per la mancanza di piogge la pezzatura degli agrumi quest’anno è media-bassa con difficoltà di vendita perfino per le spremute di bar, alberghi, ristoranti oggi in parte chiusi per le ristrettezze derivanti dal covid 19. Tali esercizi commerciali hanno rappresentato un buon mercato al consumo specie al Nord. Gli unici produttori a girare bene con le vendite sono quelli che operano online e che spediscono le cassette di arance fino a casa con poste e distribuzione da corriere”.