Ribera: Vincenzo Navarro, poeta, scrittore, medico e patriota. Un personaggio che sconfisse il colera a Ribera.

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Chi era costui ? Fu un illustre personaggio che, nato a Ribera il 22 agosto 1800, è stato un poeta, uno scrittore, ma fondamentalmente è stato un ottimo medico. Gli storici dicono che fu un medico attento alle malattie del tempo e un valente letterato. I suoi genitori furono Emanuele e Domenica Turano, una grande e agiata famiglia riberese.
Vincenzo nell’età della fanciullezza ebbe grossi problemi di salute, le sue condizioni precarie costrinsero i genitori a farlo soggiornare in diversi comuni vicini a Ribera come Sciacca, Caltabellotta e Burgio. Questi spostamenti contribuivano molto a farlo migliorare.
Al compimento dei 16 anni, i genitori lo iscrissero al seminario di Girgenti (Agrigento) dove ebbe modo di seguire gli studi, ma in seguito presso l’università di Palermo iniziò a studiare legge. Il padre si accorse che la laurea in legge non era adatta al figlio, pertanto cominciò a pressarlo per fargli cambiare indirizzo di studi. Conseguì la laurea in medicina nel 1823 Palermo.
Vincenzo Navarro, all’età di vent’anni, già aveva scritto dei poemetti di poesie che fece pubblicare in quegli anni difficili. Era molto sensibile, di animo buono e romantico di ideali patriottici, la sua azione medica si diffuse e a Ribera lo consideravano un grande medico per le guarigioni ottenute in diverse famiglie.
Fu un grande patriota, ebbe modo di conoscere Francesco Crispi, lo ammirava per il suo attaccamento ai valori di patria e rivoluzione mazziniana. I due ebbero uno scambio di idee e di informazioni. Vincenzo acquisì da Francesco il romanticismo delle idee e l’azione politica per il raggiungimento dell’obiettivo della Nazione Italia.
Per un certo periodo si trasferì a Sciacca, dove scrisse diversi poemi, uno sul monte Kronio e una tragedia dal Caso di Sciacca con titolo Giacomo Perollo, la Vergine del Soccorso e il nuovo vulcano sottomarino. Dopo Sciacca, si trasferì a Sambuca di Sicilia dove si sposò e nell’antica Zabut fece il medico, alternando la sua professione con la sua produzione di scritti.
A Sambuca scrisse i seguenti libri: Primi idilli di caccia, I sepolcri della Villa Giulia, Giovanni da Procida. Ebbe un buon successo dalla critica e dai lettori.
Nel 1837, ebbe una grande perdita, la morte della figlia causa il colera che da Palermo si era esteso in tutta la Sicilia. La scomparsa della figlia lo mise in una grossa depressione mentale e, dopo qualche tempo, si riprese e ricominciò la sua strada letteraria, pubblicò le sue opere tra il 1844 e il 1859 a Palermo con il titolo: “Poesie del dott. Vincenzo Navarro di Ribera”
Nel 1856, diede alle stampe il suo scritto più famoso “ Intorno a Ribera, Parole “
Nel libro Vincenzo scrisse e presentò la cittadina e, in particolare, descrisse le condizioni sanitarie ed economiche in cui versava la comunità. Cosa voleva dire?
Lui ha fatto una denuncia alle istituzioni di allora poiché la permanenza nel territorio di Ribera era diventata impossibile. Molta gente moriva a causa del colera.
L’agricoltura di allora era basata sulle risaie in tutta la valle del Verdura. Le risaie erano fonte di virus e zanzare. Navarro era un personaggio poliedrico, era un collaboratore di riviste scientifiche e sanitarie Fu il grande artefice per l’eliminazione delle risaie e quindi l’eliminazione della malaria. Dopo aver combattuto contro le istituzioni del tempo, riuscì nel debellare la produzione di riso e quindi l’eliminazione della malattia.
I terreni di Ribera sono stati sempre altamente produttivi e fertili. Possiamo affermare che si trattava di un’oasi di grande produttività. Vediamo cosa si produceva in quei terreni:
dal riso al cotone, dal grano agli agrumi, dalle mandorle all’olio di oliva, dalle numerose varietà di uve ad ogni tipo di frutta stagionale. In ultimo tutte le produzioni di ortaggi per un totale di circa 12 mila ettari.
In brevissimo tempo, l’agricoltura di eccellenze riberesi divenne grande fonte di reddito dei contadini e dei grossi proprietari terrieri. Con il trascorrere del tempo, gli agricoltori riberesi sono diventati sempre più bravi e leader in alcune produzioni, quali:
a) Le fragoline profumate di Ribera
b) Le arance W. Navel Brasiliane
c) Tutta la frutta stagionale
Bisognava decidere drasticamente di eliminare la coltivazione del riso e sostituirla con altre produzioni agricole. Queste le produzioni suggerite: agrumi di qualità, uva, olio, mandorle, frutta di stagione, ortaggi. Il cambiamento di produzioni avrebbe debellato la malaria, il paese sarebbe rinato e in poco tempo la città sarebbe diventata più ricca e più bella.
Neppure il Parlamento Siciliano accolse la richiesta di Vincenzo Navarro. I Parlamentari Siciliani non vollero danneggiare i grossi interessi dei potenti e dei nobili, come sempre nemici del popolo. Tutto questo a danno dei cittadini riberesi che grazie alla malaria e ai deputati siciliani continuavano a morire.
Vincenzo Navarro continuò a denunciare all’opinione pubblica la malaria che produceva il colera. Dopo tanti sacrifici, tanto impegno, tutto sembrava fermo e irrisolto, ma ecco il miracolo della Spedizione dei Mille di Garibaldi. Il popolo riberese prese coscienza della nuova realtà. Fu eletto un nuovo consiglio comunale, dove il primo deliberato è stato “ L’abolizione delle risaie dal territorio del Comune di Ribera“.
Grazie alle battaglie di Vincenzo Navarro, Ribera è cresciuta, bella, fiorente, rigogliosa e popolosa!
Quanti anni sono trascorsi dal tempo di Vincenzo Navarro? Quanti cittadini riberesi si sono mai ricordati di questo grande personaggio storico che ha salvato la città dalla malaria e dal colera?
Purtroppo, a mio parere, tutti i cittadini e tutti i maggiorenti non si sono mai preoccupati di poter ringraziare questo gigante della storia, della letteratura e della medicina, colui che ha salvato vite umane e con la sua educazione, con il suo romanticismo ha segnato un grande tratto della storia cittadina!
I riberesi di tutti i tempi dovranno fare un’attenta analisi del loro comportamento e del fatto che hanno abbandonato il personaggio che li ha salvati in un lungo dimenticatoio.
Mi chiedo quanti riberesi e quanti siciliani sanno chi fu Vincenzo Navarro. Credo in pochi, forse pochissimi!

Rosario Russo