Ribera: È morto Stefano Malatesta. Amava Borgo Bonsignore. Il ricordo di Mimmo Macaluso

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È morto ieri a Roma all’età di 80 anni Stefano Malatesta, giornalista e autore di romanzi e racconti. Lo ha detto all’AGI l’ufficio stampa della casa editrice Neri Pozza, per la quale Malatesta curava la collana ‘Il Cammello battriano’. Nato a Roma, dopo essersi laureato in Scienze Politiche, Malatesta ha cominciato a viaggiare molto presto e da allora non ha mai smesso.
Si è dedicato al giornalismo come cronista di nera, documentarista e inviato di guerra. Tra le sue opere vi sono ‘L’Armata Caltagirone’, ‘Il cammello battriano’ (2002), ‘Il napoletano che domò gli afghani’ (2002), ‘Il Grande Mare di Sabbia’ (2006), ‘Quel treno per Baghdad’ (2013), ‘L’uomo dalla voce tonante’ (2014) e ‘Quando Roma era un paradiso’ (2015).
Malatesta “è stato uno dei protagonisti della rinascita di Neri Pozza”. È stato anche autore di indimenticabili racconti sulla Sicilia e i siciliani, come “Il cane che andava per mare” e “la pescatrice del Platani, e altri imprevisti siciliani”. Membro sin dall’inizio della giuria, ha pubblicato nella collana da lui diretta autori quali Peter Matthiessen, John Keay, Wilfred Thesiger, Jeffrey Tayler e molti altri ancora, e “ha contribuito in maniera rilevante alla dimensione internazionale di questa sigla storica dell’editoria italiana.
Così lo ricorda Mimmo Macaluso.
Stefano Malatesta era un uomo che amava la vita: tutto qui!
Gli ultimi anni della vita di conseguenza sono stati una lotta impari combattuta senza mai arretrare, contro le malattie, tante e tutte gravi e nonostante questo, Stefano continuava a scrivere, a dipingere ed a tornare in Sicilia, nel suo amato baglio di Borgo Bonsignore.
L’altro suo grande amore, era infatti la Sicilia ed in particolare un suo angolo di paradiso, un vecchio casale trasformato in una sorta di centro di accoglienza culturale, dove ospitava i suoi numerosi amici, illustri personaggi del giornalismo, dell’arte, della moda, della moda e non solo italiani.
E poi a Borgo c’è il mare, lo splendido mare africano che adorava, dove non rinunciava ad immergersi quotidianamente ed in qualsiasi condizione climatica, anche estrema e nonostante le penose sofferenze provocate dal suo stato.
Il mare aveva fatto conoscere a Stefano dei personaggi che come lui, vivevano in simbiosi con le calme o tempestose acque siciliane, come Lillo o Lina, l’ispiratrice di uno dei suoi più gustosi libri “La pescatrice del Platani e altri imprevisti siciliani” e tra gli imprevisti, c’ero pure io, che il mare, non poteva non fare incontrare!
Stefano Malatesta era nato a Roma nel 1940 ed era laureato in Scienze Politiche. Avvicinatosi al giornalismo, era diventato uno dei giornalisti d’azione più affermati non soltanto in ed a parte l’azione operata in qualità di cronista di nera, la vera azione l’aveva svolta in campo, nei teatri internazionali più ostili degli anni 70/80, seguendo tra l’altro il golpe di Pinochet in Cile, le vicende in Nicaragua e la guerra Iran-Iraq per “Repubblica”.
E proprio nel corso della I Guerra del Golfo, nel corso di un violentissimo bombardamento, con la precaria protezione che poteva offrire una trincea, subì gli effetti devastanti delle onde d’urto, con gravi conseguenze neurologiche, che in modo progressivo, condizionarono la sua vita.
Oltre la pescatrice del Platani, fu autore di numerosi libri che narravano dei suoi viaggi, come Il cammello battriano, Il napoletano che domò gli afghani, Il grande mare di sabbia, Quel treno per Baghdad, L’uomo dalla voce tonante, Quando Roma era un paradiso (un omaggio alla sua bella Roma d’altri tempi) e La vanità della cavalleria e altre storie di guerra, libri dove metteva in risalto, più che i luoghi, i personaggi incontrati.
Ed a suggello della nostra bella amicizia, Stefano mi fece un prezioso regalo, la presentazione del mio libro Risate in Corsia, un omaggio che mi fece con grandissimo piacere, dato che Stefano per contrastare le sue malattie, ricorreva a dosi massicce, alla terapia del buonumore, manifestando in ogni occasione uno spiccato senso dell’umorismo, una sagacia ed un acume, che coinvolgevano e divertivano coloro che lo ascoltavano.
Ma gli spietati nemici, contro i quali combatteva come un leone, non gli hanno lasciato scampo e adesso Stefano riposa in pace…anche se a dire il vero, lui non aveva affatto voglia di riposare!

Mimmo Macaluso