Ribera: “Lo statista Francesco Crispi e le sue mogli”, secondo Rosario Russo

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Francesco Crispi, grande uomo politico, le sue tre mogli e le sue amanti. Denunciato per bigamia dal giornale Piccolo di Napoli, giudicato e assolto!
Francesco Crispi, chi fu costui? Qui di seguito la storia della sua famiglia; la famiglia Crispi era originaria di Palazzo Adriano in provincia di Palermo. La caratteristica di questo paese era ed è abitato da una popolazione di origine albanese ( Arberesche). I genitori di Francesco, Giuseppa Genova e Tommaso Crispi, decisero di trasferirsi a Ribera, centro agricolo d’eccellenza. La famiglia era molto religiosa, cristiana di rito bizantino. Il 4 ottobre del 1818 nacque a Ribera il figlio Francesco.
Il nonno di Francesco, anche lui Francesco, 1763 – 1837, era un sacerdote del clero italo albanese, il figlio di costui, Tommaso, 1793 1857, si stabili a Ribera e lì sposò una ricca vedova , Giuseppa Genova, morta nel 1853. Dal loro matrimonio sono nati ben 9 figli, il primogenito fu proprio Francesco.
Francesco all’età di sei anni fu mandato presso una famiglia di Villafranca Sicula per avere un’istruzione adeguata, nel 1829, a undici anni entrò presso il seminario italo- albanese di Palermo. Il rettore dell’istituto era il Papas Giuseppe Crispi, cugino di Tommaso Crispi, era vescovo di rito bizantino degli albanesi di Sicilia, grande appassionato di storia e autore degli studi sulla presenza degli Albanesi in Sicilia.


Tommaso Crispi, papà di Francesco, nel 1835 divenne sindaco di Ribera, in seguito a ciò chiese al figlio di rientrare a Ribera, poiché incontravano grosse difficoltà sia politiche sia finanziarie. In quel periodo Francesco fece conoscenza dell’altro riberese famoso Vincenzo Navarro, la cui amicizia fece sbocciare in lui tanta voglia di romanticismo.
Nel 1835, si iscrisse all’università di Palermo, facoltà di Giurisprudenza, dopo due anni di frequentazione conobbe e si innamorò di Rosina d’Angelo, figlia di un orefice palermitano. Francesco ebbe dal padre il divieto assoluto di sposare la Rosina, ciò nonostante le nozze furono consumate nel 1837, dopo qualche mese nacque la prima figlia Giuseppa. Grazie alla bambina Francesco fece pace con la sua famiglia.
Il matrimonio fu molto breve, con la nascita del secondo figlio Tommaso, Rosina morì nel 1839, morì Tommaso e nel dicembre morì pure Giuseppa! Una situazione familiare disastrosa!
Nel 1846 Francesco ottiene la laurea in giurisprudenza con un buono, si trasferisce a Napoli per esercitare la professione di avvocato, riteneva Napoli città più produttiva e liberale di Palermo.
Da questo momento in poi, inizia la vita da cospiratore e rivoluzionario di Francesco. Ottiene degli incarichi importanti di collegamento tra Napoli e Palermo, conosce Giovanni Raffaele, ricercato dai barboni, ormai lui riteneva i tempi maturi per un atto rivoluzionario in Sicilia.
Siamo alle soglie dei moti rivoluzionari del 1848, Francesco era ormai convinto che bisognasse agire al più presto per scalzare i Borboni dalla Sicilia; prima di continuare desidero fare una riflessione sul rapporto che Francesco ebbe con la sua Ribera, località di nascita.


Un grande studioso sulla storiografia di Francesco Crispi fu il mio professore di italiano e storia, prof. Vincenzo Cardillo. Lui sosteneva che Francesco era molto legato a Ribera, purtroppo però i Riberesi di allora non si accorsero di questo forte legame e per tantissimi anni hanno fatto finta di non conoscerlo o di non portarlo sugli altari della gloria!
Ricordo che il prof. Cardillo quando ci spiegava la storia risorgimentale, in particolare l’azione di Francesco come politico, rivoluzionario, patriota, grande siciliano posto agli onori del patriottismo e grande collaboratore di Giuseppe Mazzini, ci raccontava gli aneddoti, i particolari e gli umori dei vari personaggi, ci rendeva la storia piacevole e piena di particolari.
Abbiamo detto che Francesco Crispi fu l’organizzatore dei moti rivoluzionari del 1848, in più fu uno dei più importanti ideatori della Spedizione dei Mille, partecipandovi in prima persona.
Fu un grande sostenitore di Giuseppe Mazzini, in seguito cambiò idea e si convertì alla monarchia nel 1864. Era di scuola politica, di sinistra storica, per cui era molto ostile al Vaticano e alla proprietà di tutti i beni del Vaticano, riteneva che in quel periodo storico ci fossero troppi poveri contro tutte le ricchezze della Chiesa.
Francesco Crispi, conobbe il generale Giuseppe Garibaldi e questo incontro fu importante per il futuro della rivoluzione. Infatti Francesco abbandonò Giuseppe Mazzini per diventare un grande collaboratore della Monarchia e di Garibaldi; fu un grande interprete dell’organizzazione della Spedizione dei Mille, teneva i contatti tra i compagni di Torino, Napoli e Palermo.
Francesco a Marsiglia incontra una bella ragazza dal nome francese Rosalie Montmasson,. Si innamorò della ragazza, la vide nell’ufficio passaporti di Marsiglia nel 1849, in seguito la rivide a Torino e in quell’occasione si misero insieme e tra i due iniziò una intensa relazione di passione e d’amore.
ROSALIE MONTMASSON chi era costei?
Una bella ragazza di montagna, originaria della Savoia, purtroppo di umili origini, aveva un cattivo rapporto con i suoi genitori, spesso la picchiavano e la maltrattavano, le facevano fare lavori umili e dispendiosi di energie. Alla morte della madre, per troppe botte e per non continuare a stare col padre, decise di scappare approfittando di una fiera per vendere gli oggetti di legno, scappando si recò a Marsiglia, poi a Genova e poi a Torino dove svolgeva il compito di governante in una casa.


Lei parlava di Francesco con grande ardore e fervore, era il suo uomo, rivoluzionario e mazziniano come lei. Francesco si trasferì nell’alloggio di Rosalie, lei lavorava e guadagnava per mantenere anche lui.
Rosalie, grande donna, intelligente e di grande sensibilità, era entrata dentro il concetto di rivoluzione molto bene, tanto che partecipava alle riunioni, prendendo la parola e dettando i suoi convincimenti, era talmente brava e appassionata che fece suoi gli ideali del Risorgimento Italiano.
Rosalie, donna forte e appassionata, fedele al suo uomo e ai principi della Rivoluzione. Per ragioni politiche, Francesco da Torino fu mandato al confino a Malta, a quel punto lei decise di seguirlo e in quella occasione decisero di sposarsi. Questo fu possibile grazie al documento fatto firmare al padre in cui si dichiarava che Rosalie poteva sposare chi volesse senza la sua autorizzazione.
Il matrimonio venne celebrato a Malta da un prete italiano; purtroppo, gli sposini da Malta dovettero scappare e andare prima a Parigi e poi a Londra. Qui conobbe finalmente il suo mentore Giuseppe Mazzini, in questa città vi erano molti rivoluzionari italiani e siciliani, i due partecipavano alle riunioni e presero parte ad operazioni rischiose di cospirazione. Lei continuava a viaggiare dentro i confini europei per informare e per comunicare i piani operativi della rivoluzione; Francesco nel frattempo era ricercato dalle polizie di tutta Europa, per cui si preoccupava di non esporsi.
Rosalie, dopo tanto viaggiare, tornò in Italia e si mise a disposizione per i preparativi della Spedizione dei Mille. Purtroppo seppe che le donne non potevano partecipare alla spedizione. Lei testarda e convinta andò e si presentò a Garibaldi, “ Lei generale non può negare il permesso di partecipare, Lei non poteva assolutamente mancare alla storia” il generale dovette cedere alla sua richiesta!
Ebbene, la storia ci dice che Rosalie Montmasson fu l’unica donna a partecipare alla Spedizione dei Mille, il 5 maggio 1860 si imbarcò a Quarto, in pantaloni e giacca rossa. Giacomo Oddo, un soldato dei Mille, fu presente alla discussione animata tra la Rosalie e il generale Garibaldi. Questo garibaldino fa un bel ricordo della signora Crispi, donna fiera, piena di coraggio, ardita e vivace come le lingue di fuoco, pronta alla parola e animata dal senso di libertà e indipendenza.
Giacomo Oddo ricorda Rosalie nella prima battaglia dei Mille a Calatafimi, grande impegno nel soccorrere i feriti e nella lotta contro il nemico borbonico. In queste circostanze lei venne definita : “ L’Angelo della Giornata “
Francesco Crispi viene nominato deputato del Regno, allora Torino era la capitale del Regno. Rosalie e Francesco si trasferiscono prima a Torino, dopo a Firenze e infine a a Roma quando divenne capitale definitiva del Regno .
Nel 1864, Francesco Crispi dichiara in parlamento di essersi convertito alla monarchia. Questo fatto stava dimostrando che Francesco cambiava il suo modo di intendere la vita e la politica. Infatti si diede alla bella vita, Roma offriva molto e il suo potere politico cresceva in sintonia; questo modo di vivere dava molto fastidio a Rosalie, lei soffriva in silenzio, in più Francesco cominciò ad avere diverse avventure extra matrimoniali con diverse donne, da due amanti diverse ebbe due figli, il primo figlio fu riconosciuto, Rosalie dette la legittimazione, per il secondo si oppose strenuamente e non fu riconosciuto.
Nel 1878, Francesco Crispi combina una grande frittata. In forma clandestina fu celebrato il terzo matrimonio tra Francesco e Filomena Barbagallo,con una figlia nata 4 anni prima. In quel momento lui era Ministro degli Interni del Regno.
Dopo qualche tempo, i giornali scoprirono che il Ministro era diventato bigamo. Tra tutti i giornali, il Piccolo di Napoli cominciò a metterlo in croce e decise di stampare in prima pagina sei domande a cui doveva dare delle risposte. La prima domanda era “La Signora Rosalie Montmasson era o non era legalmente sposata con l’onorevole Ministro Francesco Crispi?”. Il Ministro recitava la parte di colui che era vessato e tradito dai suoi nemici che portarono i documenti al giornale.
Intervenne la Magistratura, il Procuratore del Re. Il Crispi dichiarò che fu costretto a sposare la Barbagallo in quanto era in fin di vita e, comunque, era importante dare una famiglia alla bimba nata dalla loro unione.
Francesco Crispi, nel frattempo era diventato un potente uomo politico, non accettava limitazioni alla sua vita privata, non accettava limiti alle sue esigenze, disprezzava le leggi del Regno, non accettava le critiche, e dichiarava apertamente: “ Io non sono un colpevole ma un perseguitato “.
Nel 1878, Crispi dichiarava di essere libero da precedenti vincoli matrimoniali, questo è un grande falso! Perché?
Lo scandalo fece grande scalpore in tutta Italia, il potente uomo politico cominciò a sentirsi circondato da tanti nemici e fu costretto a dimettersi. I giornali italiani cominciarono a tempestarlo sul fatto di aver abbandonato la sua donna che lo aveva sfamato, lo aveva aiutato, la sua compagna di avventure, la rivoluzionaria. Il Piccolo andò in profondità pubblicando in prima pagina il certificato di matrimonio maltese; questo fatto politico scosse anche la corte del Regno, la Regina in un’occasione ufficiale si rifiutò di stringere la mano al Ministro. Questo fatto fece precipitare la sua azione politica.
Francesco Crispi ebbe un po’ di crisi politica, cosa fece per superare quel momento difficile?
Fece in modo che ufficialmente il magistrato svolgesse il suo incarico per capire se era vero che Crispi fosse bigamo alla data del matrimonio con la Barbagallo A quel tempo, la magistratura inquirente era collegata al potere politico, per cui alla chiusura delle indagini il Crispi fu assolto e prosciolto dall’accusa di bigamia.
La situazione dal punto di vista giudiziario fu risolta, ma rimaneva il dubbio sulla verità del matrimonio con la Rosalie; allora cosa si inventarono per chiudere definitivamente il caso e far riemergere la potenza poetica di Crispi?
Dichiararono che nel matrimonio con la Montmasson vi era un vizio formale cioè il sacerdote che officiò il matrimonio a Malta era stato sospeso a divinis, per cui formalmente non era valido!!!
Falso ! Poiché in seguito venne stabilito che il sacerdote era regolarmente in carica e non sospeso, quindi tutti dichiararono il falso !
“ Rosalie fu una donna libera, spirito di libertà del tempo, intelligente, generosa, patriota e rivoluzionaria “
Finalmente, Francesco Crispi, dopo aver risolto a suo modo l’accusa di gigamia, cominciò a respirare di nuovo aria di potere, riprese la sua posizione politica, anzi divenne ancora più potente.
Infatti:
a) In prima battura fece in modo che dopo 25 anni di matrimonio con la Rosalie, con tutte le battaglie, con tutte le rivoluzioni, con tutti i momenti vissuti insieme, Crispi fece di tutto per farla sparire dalla storia ufficiale,
b) Di fronte alla sentenza della magistratura, Rosalie ha dovuto lasciare la casa dove viveva con il marito e, costretta dalle sue condizioni economiche, prese in affitto una piccola abitazione, modesta, che riusciva a pagare grazie alla pensione per aver partecipato alla Spedizione dei Mille,
c) Crispi aveva raggiunto il suo scopo, era forte, potente uomo politico. Fu nominato Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno.
d) Da uomo forte, da politico all’apice del governo italiano, era diventato frequentatore dei bei salotti romani, la bella società di Roma, benestanti e nobili, per cui non poteva più presentarsi con Rosalie Montmasson, una donna umile, generosa, intelligente, pronta di spirito, ma purtroppo non aveva modi di gentilezza, di saper vivere in quell’ambiente, non aveva un linguaggio compìto come le altre dame di quel livello,
e) Crispi decise di mollare la Rosalie e di riprendere la sua vita con la terza moglie Barbagallo.
La Rosalie Montmasson visse per oltre 25 anni a Roma in una dignitosa povertà, aveva ricevuto una pensione di guerra e grazie agli amici viveva in una casa, sola e senza l’aiuto di quell’uomo che aveva amato e sfamato con passione per oltre 25 anni. Morì a Roma nel 1904.
Alla sua morte, fu rispettato il suo desiderio, unica donna nella Spedizione dei Mille, fu sepolta nel cimitero del Verano Roma, con i pantaloni e la camicia rossa della sua eroica gioventù.
Rosalie Montmasson, una giovane eroica ragazza, al servizio della rivoluzione risorgimentale Italiana, perché è stata cancellata dalla storia e dai cittadini riberesi?
Gli storici di allora, forse al servizio della politica, per compiacersi al forte politico del momento, con Francesco Crispi Presidente del Consiglio, fecero in modo di drogare la realtà. Nel momento in cui Francesco fu assolto del reato di bigamia, la Montmasson cominciò a scomparire dalla storia ufficiale.
Cosa hanno fatto la città di Ribera e i suoi abitanti per la storia di Rosalie e Francesco?
Nulla o quasi nulla!
Quando il sottoscritto era alle medie, presso l’istituto “M. Foderà”, il prof. Cardillo, studioso del personaggio storico e della famiglia Crispi, ci fece conoscere il personaggio Francesco Crispi e la sua famiglia. Abbiamo conosciuto la triste storia dell’accusa di bigamia, la vita familiare sregolata, i diversi figli nati dentro i matrimoni e fuori, le tre mogli e le amanti, insomma una vita spesa tra rivoluzione, politica, mogli e amanti, con l’obiettivo fisso di unificare l’Italia.
A Ribera, i cittadini hanno forse una memoria confusa su Crispi e sulle sue avventure familiari e non, forse nessuno si ricorda chi era la Montmasson e le altre mogli; mi chiedo come mai in tanti anni nessun cittadino riberese e nessun politico, hanno avuto l’idea di scoprire le varie verità sull’epopea di Francesco Crispi, sia umana che politica.
Che cosa potevano fare e non è stato mai fatto:?
L’unica cosa che è stata fatta, negli anni precedenti, una statua a mezzo busto posizionata nella villa comunale. Mai un evento storico, nessun riconoscimento cittadino alla volontà risorgimentale per aver contribuito attivamente alla creazione dell’Unità Nazionale.
Ricreare annualmente una grande festa storica per ricordare le città dove Francesco visse la sua rivoluzione, frequentò la facoltà di giurisprudenza e svolse la professione di avvocato Napoli, a Torino, a Genova, a Parigi, a Londra, a Palermo, a Ribera, tutte località che lo videro parte attiva del suo impegno di mazziniano prima e di monarchico dopo.
Nessun impegno dei cittadini Riberesi a conoscere la Rosalie Montmasson. Dove era nata, dove era vissuta, chi erano i suoi genitori e la sua famiglia, perché mai nessuno si è curato di andare a scoprire e dare tutte le risposte per ricreare un vincolo di fratellanza con la “ Ragazza di Marsiglia “ che si era immolata per questi motivi fondamentali:
“ Per l’amore di Francesco, per la rivoluzione mazziniana, patriota per la creazione della Nazione Italiana “

Pescia, 9 luglio 2020

Rosario Russo