Se vi state chiedendo se “farisi lu prego” vi rende congiunti, la risposta è no.

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Dopo la conferenza stampa di ieri sera tenuta dal Presidente Conte sono stata molto tempo a riflettere su una delle restrizioni che verrà allentata a partire dal prossimo 4 maggio. Da questa data, infatti, saranno consentite le visite ai familiari. Anzi, per essere precisi, ai “prossimi congiunti”. Come vi dicevo, ho pensato molto a questa cosa. Tanto per cominciare, sono andata a cercare cosa si intende per congiunti, ovvero gli ascendenti, discendenti, coniuge, fratelli, sorelle, affini nello stesso grado, zii, nipoti e affini solo se il coniuge non è morto e vi è prole. In poche parole, li parenti ‘ntrisichi.

Avere ben chiaro in mente quali familiari includa il concetto di congiunti per noi riberesi, ma per i siciliani in generale, è fondamentale, soprattutto se non vogliamo incappare in qualche posto di blocco e alla domanda “Chi sta andando a trovare?” dover rispondere “A me cumpari”. Mi duole sottolinearlo, ma li cumpari e li cummari non sono prossimi congiunti.

È noto a tutti che per noi la famiglia è cosa sacra. Il nostro concetto di famiglia è molto ampio, perché non è circoscritto al classico nucleo familiare, ma si estende fino alla settima generazione. È così. Tutto gira intorno al rispetto tra parenti e amici ca su meglio di li parenti. Ma vista la situazione delicata dobbiamo fare qualche piccolo sforzo ed accettare le limitazioni che ci vengono imposte.

Per venirvi incontro ed evitarvi di pagare multe più che salate, ho deciso di fare un piccolo elenco delle motivazioni che NON sono valide per giustificare i vostri futuri spostamenti. In sostanza, NON potete vantare relazioni di parentela affermando quanto segue:
N’amu trattatu comu li soru.
• Lu/la vitti crisciri.
• Ficimu li scoli ‘nzemmula.
• Quannu ni videmu ni facemu tanto prego.
• L’aviamu sempri dintra quannu era nica/u.
• Vicineddi di casa.
• Ittamu la munnizza ‘nzemmula.
• Compagno di brisculuni.
• All’università stavamu ni la stessa casa.
• A la missa n’assittamu sempre vicini.
• Lu giovedì ni videmu a lu mercato.
• Semu vicini di tomba a lu cimitero.

Teniamo duro, torneremo a riabbracciarci.