Matteo Ruvolo auspica, dopo i recenti provvedimenti regionali per l’agricoltura e il rinvio delle elezioni amministrative, un graduale avvio della “fase 2”, nella salvaguardia e prevenzione della salute collettiva.
“Condivido la scelta, appena operata dalla Regione Siciliana, di rinviare ulteriormente la data delle prossime elezioni amministrative al prossimo autunno: la salute e la sicurezza dei cittadini in questa delicatissima fase va messa al primo posto, mentre verrà il tempo per poter affrontare la campagna elettorale una volta superata l’emergenza.
Con piacere apprendo, altresì, che tra i provvedimenti messi in cantiere con la prossima manovra finanziaria regionale 2020 per fra fronte alla terribile crisi economica e sociale collegata al Coronavirus, vi è quello che prevede la sospensione dei ruoli istituzionali ed irrigui emessi dai Consorzi di Bonifica per il triennio 2017-2019 e fino al novembre 2020.
Certamente va mantenuta la massima attenzione rispetto all’emergenza sanitaria al fine di scongiurare ogni possibile rischio legato al coronavirus, ma adesso è arrivato anche il momento di programmare la ripartenza; in quest’ottica non posso che apprezzare le ultime notizie secondo le quali la Regione Siciliana ha anticipato che chiederà al Governo nazionale di avviare la cosiddetta “fase 2” non oltre la data programmata del 3 maggio.
In proposito, relativamente ai provvedimenti restrittivi, attualmente vigenti, nella nostra Regione al fine di ridurre i rischi di contagio, ritengo che (tenuto conto del trend favorevole che fortunatamente pare si stia consolidando) si possa, nel frattempo, iniziare a revocare alcuni di quelli più stringenti e limitanti.
Pertanto ritengo che sia opportuno consentire nuovamente (ed in particolare per le domeniche ed in vista delle prossime festività del 25 aprile e 1 maggio) i servizi di consegna a domicilio, anche e soprattutto per il settore alimentare e della ristorazione: ciò servirebbe, oltre che a fornire un servizio utile per la popolazione (incentivandola a proseguire con la permanenza a casa), a dare una boccata d’ossigeno a tutte quelle attività (bar, pizzerie, pasticcerie, ristoranti, etc.) che forse più di tutti stanno soffrendo le conseguenze del “lockdown”.
Analogamente, sarebbe forse il caso di valutare, con i dovuti accorgimenti e sempre nel rispetto delle norme comportamentali già imposte a livello nazionale, l’opportunità di consentire nuovamente un minimo di attività motoria (quanto meno nei pressi delle proprie abitazioni, rigorosamente in solitario e con i dispositivi di protezione adeguati) e la possibilità di trasferire i domicili delle famiglie nelle seconde case. Tali minime libertà vanno ripristinate anche a tutela della stessa salute e benessere psico fisico della popolazione (penso, ad esempio, a chi ha bambini piccoli in casa, o particolari esigenze di salute).
Continuiamo a prestare la massima attenzione, perché allentare la guardia adesso rischierebbe di vanificare tutti i sacrifici che abbiamo fatto finora: però è giunto il momento di provare a metterci alle spalle la fase più drammatica, rialzarsi e ripartire”.
Matteo Ruvolo





