Ribera: sindaci, amministratori comunali e sindacati chiedono la terapia intensiva per l’ospedale di zona

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Il coronavirus rimette al centro l’opportunità di un potenziamento dell’ospedale di zona di Ribera per il quale da qualche giorno si registrano gli interventi di diversi sindaci, delle amministrazioni comunali, dei sindacati e di cittadini comuni. Tutti avanzano la richiesta di una riqualificazione del presidio ospedaliero, che serve la popolazioni di una dozzina di comuni, ai fini di combattere il coronavirus. Tutti chiedono l’istituzione di una divisione di terapia intensiva e di rianimazione in un’area dove si sono già verificati diversi casi di contagio.
A scendere in campo, con delle note inviate al presidente Musumeci, all’assessore alla Salute Razza, al presidente della commissione Salute dell’Ars La Rocca Ruvolo e ai dirigenti dell’Asp di Agrigento, sono l’amministrazione comunale, il Movimento 5 Stelle e il segretario del Pd Liborio D’Anna di Ribera, l’assessore Giuseppe Abruzzo di Burgio, i consiglieri dell’opposizione Antonio Chiaramonte, Salvatore Marrone Carola Calafiore, Rosalia Baio di Bivona, il comune di Cianciana, i sindaci dei quattro comuni dell’Unione “Alto Verdura Gebbia” Francesco Matinella, Salvatore Dazzo, Domenico Balsamo, Pellegrino Spinelli, i consiglieri dell’opposizione di Calamonaci Giuseppe Guddemi, Antonina Comparetto. Rosalba Navarro e i sindacati provinciali della Cgil e della Cisl.
Nelle richieste già inviate alle istituzioni si sottolinea che la provincia agrigentina è stata fortemente penalizzata dai continui tagli alla spesa sanitaria, con una riduzione dei posti letto che hanno portato ad un rapporto posti di degenza/popolazione, tra i più bassi d’Europa ed alla mancanza di unità operative per la gestione di patologie particolari come la pneumologia, la chirurgia toracica e la neuro-chirurgia,
Tutti scrivono che “rischiano la chiusura, strutture ospedaliere nuove ed efficienti, come il presidio ospedaliero di Ribera dotato di due nuove sale operatorie all’avanguardia e di un pronto soccorso funzionale e ben strutturato, di una postazione di 118 e di una elisuperficie, abilitatala al decollo notturno; ma proprio il pronto soccorso di Ribera, nel piano sanitario regionale, è stato declassato a presidio territoriale di emergenza. L’ospedale riberese, considerata la sua centralità nel territorio sud-occidentale dell’Isola, potrebbe essere idoneo a divenire un centro di coordinamento per l’emergenza dell’epidemia da Covid19 per la provincia di Agrigento, con il potenziamento del personale sanitario, l’approntamento di un sala operativa di coordinamento e la dotazione di posti letto di terapia intensiva”.

In data odierna, 12 marzo 2020, in merito all’emergenza sanitaria in corso, il Cartello Sociale della provincia di Agrigento, composto dall’Ufficio di Pastorale Sociale dell’Arcidiocesi di Agrigento e dalle Segreterie provinciali di CGIL, CISL e UIL, unitamente a gran parte dei sindaci della provincia di Agrigento (vedi in basso elenco) hanno diramato un comunicato stampa nel quale si legge: “Augurandoci che le misure finora adottate saranno sufficienti a contenere la diffusione del Covid-19, ma nel caso che fosse necessario essere ancora più incisivi; considerato che l’OMS ha dichiarato ufficialmente che siamo in presenza di una pandemia; considerato il fatto che diversi Governatori e amministratori locali, sia del nord che del sud, stanno chiedendo misure più rigide sull esempio del modello Whuan, considerata la necessità di fare tutti un appello alle popolazioni di ogni Comune di essere più ligi e rispettosi delle misure già decretate, ci chiediamo se, di fronte a un eventuale (e ci auguriamo tutti che così non sarà) aumento dei contagi anche in Sicilia, i nostri ospedali si troveranno attrezzati in ogni provincia ad operare come richiesto per la tutela della salute dei siciliani, che sono italiani come tutti gli altri visto che come ha detto Conte, la tutela della salute è un diritto di tutti?

In una situazione così difficile – concludono – vogliamo pensare che le autorità competenti si adopereranno con grande tempestività per adeguare le nostre strutture sanitarie in modo da garantire un’adeguata assistenza, ove si rendesse necessaria, anche alla popolazione siciliana”.

N.B. Il presente testo è stato condiviso dai sindaci, del territorio agrigentino, sotto elencati. Coloro che non sono inseriti nell’elenco, non è stato possibile, alle ore 11.00 del 12 marzo 2020, contattarli.

Comuni che hanno aderito: Agrigento, Aragona, Villafranca, S. Elisabetta, Canicattì, Santo Stefano Q. , Cammarata, Caltabellotta, Campobello, Sambuca, Menfi, Alessandria della Rocca, S. Angelo Muxaro, Ribera, Naro , Favara, Calamonaci Burgio, Cianciana, Licata, Raffadali, Grotte, Bivona, Porto Empedocle, Montallegro, Palma di Montechiaro, Siculiana, Castrofilippo, Ravanusa, Lucca Sicula, Realmonte, Montevago.