Alessandria della Rocca: Il sindaco denuncia lo spopolamento per l’abbandono dei piccoli centri e per l’inesistente viabilità nei Monti Sicani

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La chiamano la “Giovanna d’Arco dei Monti Sicani” non perché porta il nome dell’eroina francese, ma perché è diventata in meno di un anno di sindacatura il portabandiera delle rivendicazioni dei paesi dell’interno montano agrigentino dove, in circa mezzo secolo, la popolazione si è dimezzata a causa dell’abbandono, della mancanza di interventi regionali, statali e privati e per una viabilità che risale agli anni tra le due guerre mondiali.
Parliamo di Giovanna Bubello, sindaco della cittadina agrigentina dei Monti Sicani, che denuncia ad alta voce l’abbandono del suo paese, e di un’altra mezza dozzina di centri collinari dell’entroterra. La popolazione alessandrina è passata dalle 7-8 mila unità degli anni ’70 ai 2.700 cittadini di oggi. Uno spopolamento di lavoratori che si sono già trasferiti al Nord e di tanti giovani laureati e diplomati trasferitisi in Europa e nel continente nordamericano.


“E’ una emorragia che dura da decenni – afferma la sindaca che è anche dirigente scolastica alle superiori a Bivona – è scaduta la qualità della vita. Mancano prospettive, servizi, infrastrutture, sanità, strade. La città è abbandonata, è irraggiungibile, non esistono strade praticabili che colleghino la montagna alla costa agrigentina, C’è solo una pericolosa strada provinciale, la Cianciana-Ribera. Ad Alessandria della Rocca d’inverno manca perfino e spesso l’erogazione della corrente elettrica con disagi per la popolazione. La salute è a rischio perché per raggiungere gli ospedali di Agrigento, Ribera e Sciacca l’utente, con un’autovettura o con l’ambulanza del 118, impiega con rischi di viabilità precaria più di un’ora di viaggio”.
La sindaca, con gli altri amministratori dell’Unione dei Comuni “Platani Quisquina Magazzolo”, cinque centri collinari isolati, ha ingaggiato una quotidiana battaglia con Anas, Enel, Azienda Sanitaria Provinciale, governi regionale e nazionale per avere i servizi, subito. Serve – è stato chiesto – immediatamente la trasformazione della strada provinciale 32 in arteria statale, per collegare la SS 118 con la 115. E’ stata sul punto di consegnare la fascia tricolore al prefetto si Agrigento e di adire alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
“Stiamo puntando – continua ancora Giovanna Bubello – sulla strategia per zone franche montane che vede il coinvolgimento di 132 comuni già in rete. Servono nuovi investimenti pubblici e privati per l’agricoltura di qualità, bisogna raddoppiare il piano degli interventi, necessità un tavolo congiunto tra Regione e Stato per una politica di coesione economica e sociale e un alleggerimento della pressione fiscale su imprese che vogliono investire sul nostro territorio”.