Ribera, Lettera di Rosario Russo dalla Toscana: “Una città in mezzo al guado…….. e……. ferma al palo!”

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Ribera, mia città natale, l’ho lasciata stabilmente nel 1972, dopo un anno dal mio matrimonio ci siamo trasferiti a Licata, dopo altri cinque anni trasferita a Palermo, grazie alla mia promozione in Procter & Gamble Italia. Ebbene, ogni anno sono sempre rientrato a Ribera sia per il richiamo dei parenti e amici che per l’attaccamento alle proprie radici storiche.
Adesso, a distanza di oltre 45 anni, mi chiedo se la mia città è migliorata nel tempo o è peggiorata. Purtroppo da quello che vedo e da quello che leggo, mi sembra di poter affermare che la città di Ribera con i suoi cittadini soffre non solo le difficoltà delle crisi regionali e nazionali, ma anche di tutte le combinazioni negative della Istituzione Locale con i suoi personaggi politici.
Andiamo ad analizzare tutte le aree economiche e dei servizi della città:
a) L’agricoltura della zona di Ribera. L’economia è principalmente basata sulla produzione degli agrumi, arance W. Navel con varietà, brasiliane, navel, navelline, clementine, e anche vaniglia. Esiste un consorzio dell’arancia di Ribera con il marchio Riberella DOP che ha il compito di rappresentare tutti i produttori associati nella promozione del prodotto ai fini della distribuzione. Il consorzio è fermo alle fiere nazionali e talvolta a quelle europee. Talvolta offre un contributo organizzativo alla festa paesana della Sagra dell’Arancia. Poi c’è il nulla. Gli agrumicoltori continuano a vendere le arance per strada, ai crocevia, con la scritta “Arance di Ribera”.
b) Il sottoscritto ha suggerito al presidente del consorzio e al sindaco della città un evento importante per il lancio del logo di Ribera e del suo territorio un concorso nazionale chiamato che poteva avere per slogan “Un sorso di salute per la vita”. Il sindaco e il presidente del consorzio non sembrano essere interessati a tale progetto.
c) Il turismo a Ribera. I cittadini si chiedono come potrà essere possibile legare l’economia dell’agricoltura con la conoscenza nazionale e internazionale del territorio di Ribera? Quali potranno essere le iniziative? Puntare sul loghi di Ribera e dell’arancia Riberella, con il motto “Una spremuta di arancia, un territorio e una vacanza che ti danno salute con Riberella“. Certamente la via da seguire non dovrà essere quella di far pagate la famosa tassa di soggiorno a qualche sprovveduto turista che per caso potrebbe fermarsi sul territorio di Ribera.


d) La storia di Ribera. La storia è parte integrante del turismo; le due attività vanno integrate correttamente e con una gestione qualificata nel personale e nelle strutture. Cosa succede a Ribera che non va bene? Menefreghismo della politica, le varie amministrazioni comunali si infastidiscono, i cittadini spesso non se ne curano, difficoltà per raggiungere i luoghi, mancanza di servizi igienici, mancanza di personale qualificato. Ci si chiede come vengono gestiti i due siti storici: Il castello di Poggio Diana e la necropoli dell’Anguilla. Male anzi direi Malissimo! Il primo è abbandonato, tra sterpaglie, senza custodi e con qualche ladro che si è portato i merli delle mura di cinta. La seconda è chiusa da anni perché manca dei servizi igienici per i visitatori. E’ mai possibile che la politica locale non ha mai risolto tali problemi per la bellezza e la soddisfazione dei visitatori italiani e stranieri ? Oggi si vuole fare così turismo a Ribera?
e) Le spiagge con il suo bel territorio, la baia di Seccagrande, la zona ricettiva di Borgo Bonsignore, Piana Grande e la riserva naturale del Platani, con tutte le delizie dell’agricoltura, aranceti, frutteti, olio extra vergine d’oliva, le famose fragoline; tutto questo dovrebbe rappresentare un’offerta unica al visitatore che vuole sole, natura, cibi genuini e biologici, mare e bellezze naturali!
f) Mancanza di decoro urbano. Il servizio preposto alla pulizia della città e al decoro urbano non è funzionale. Infatti, abbiamo una città quasi abbandonata a se stessa. Ci chiediamo come sia possibile che una città di circa ventimila abitanti, in una nazione civile, non faccia funzionare bene il servizio di nettezza urbana: strade principali sporche, quelle di periferia hanno i cumoli di immondizia, le strade sono piene di erbacce e spuntoni, trazzere e rotabili piene di eternit e vasche di cemento con amianto, marciapiedi dissodati e pericolosi per i pedoni, mancanza di segnaletica moderna e chiara per gli automobilisti e per i pedoni. Insomma un gran caos sul territorio della città. E’ vero che tanti riberesi vantano in provincia e in Sicilia la più alta percentuale della raccolta differenziata porta a porta, ma è anche vero che bastano alcune decine di sporcaccioni per rendere la città inguardabile anche igienicamente. La prevenzione, le telecamere e le multe dove stanno ?
g) La polizia municipale e la circolazione stradale in città. Dove sono i vigili urbani riberesi? Quanti sono in servizio e quanti imboscati negli uffici. Molti automobilisti ribersi devono impegnarsi a rispettare il codice della strada, la segnaletica e tutti i regolamenti civici della città. Tutto questo fa una cittadina modello di sensibilità e di educazione civica.
h) Il vandalismo in città è ormai acclamato perché che alcune persone incivili, per puro divertimento, si dedicano alla distruzione di cestini porta carte, posa cenere in ceramica per i fumatori, vasi di ceramica per i fiori, pali della segnaletica delle strade, danneggiamento ad automobili posteggiate di notte. Questi energumeni vanno individuati e costretti a imparare le regole del vivere civile, ma serve pure un maggiore controllo delle forze dell’ordine.


i) Molti anni fa, in città organizzarono un evento sportivo di boxe mondiale (Oliva contro Cogi). In quella occasione alcuni giornalisti di testate nazionali scrissero che Ribera era un borgo appollaiato su un altopiano senza alcuno sviluppo futuro. A distanza di oltre 25 anni, mi chiedo cosa è cambiato a Ribera??? Nulla! Purtroppo nessun politico locale ha mai fatto un piano economico per lo sviluppo della collettività, per combattere la disoccupazione giovanile e per il lancio di Ribera in un contesto nazionale.
Miei cari concittadini, sono da 14 anni nella meravigliosa Toscana, a Pescia in provincia di Pistoia, siamo nella regione del Bello, del Rinascimento, del Medio Evo. La Toscana è la regione più ambita dai visitatori italiani e stranieri. Il turismo, più la storia, fanno un grande richiamo per tutti i visitatori. E la Sicilia e Ribera non hanno i monumenti e le opere della Toscana Regione. Hanno invece il sole, la luce, il mare, le buone stagioni e l’ambiente ancora selvaggio e salubre. Tutto l’anno.
Cosa dobbiamo fare per gestire seriamente il Turismo a Ribera:
a) Serietà di comportamenti, aggredire i problemi, trovare le soluzioni ed avere idee e creatività.
b) Passione, organizzazione, determinazione.
c) Gli uomini giusti al posto giusto.
d) Piano di sviluppo per la crescita economica di Ribera e del suo territorio.
Rosario Russo