Ribera: Movimento 5 Stelle “Un ospedale e un pronto soccorso da potenziare e non da chiudere. Venditori di chiacchiere ?”

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Il Movimento 5 Stelle – è noto – non è mai stato avvezzo alla politica così come tradizionalmente intesa, da sempre una delle critiche riportate dall’opinione pubblica e dai nostri “competitors politici”.
Con questa nota vogliamo sottolineare che in questo caso la critica è più che mai corretta. In effetti, No! Non siamo dei bravi politici nel senso più tradizionale del termine.
Questa affermazione viene in questo caso sollecitata dalle dichiarazioni effettuate dal presidente della Commissione Salute, Servizi Sociali e sanitari all’A.R.S., on. Margherita La Rocca Ruvolo, che durante un intervista ha chiesto alla popolazione riberese e dei dieci paesi dell’hinterland, se avessero il sentore che il nostro pronto soccorso funzionasse e se fosse efficiente??
Alla domanda l’onorevole non ha dato risposta dicendo che la stessa risulti “molto ovvia……!!”.
A questa domanda vogliamo rispondere noi.
No, cara onorevole, non funziona per niente.
Probabilmente Lei non ha avuto la sfortuna di avere bisogno di urgenti cure e di dover stabilizzare le condizioni di salute di un suo caro, quindi non ha potuto rendersi conto della situazione che tutti i giorni i sanitari in servizio si devono sobbarcare con mezzi ed attrezzature (le poche esistenti) arcaiche ed a dir poco obsolete, senza nessuna organizzazione e sicurezza.
Attualmente, la mancanza di personale, medico, paramedico ed ausiliario è grave, come è grave la mancanza di arredi e di strumentazione. Inoltre è lesiva per la dignità dei degenti, la promiscuità che si registra nell’astanteria: uomini e donne assieme, con un unico servizio igienico senza separé, dove parenti e pazienti convivono in attesa di un trattamento terapeutico, di un ricovero o della dimissione.
Situazione da terzo mondo della quale l’onorevole ne sconosce la contezza!
Ma tralasciando tutto questo, qual è la soluzione del problema proposta dal presidente della Commissione Salute? Facile, chiudiamo il pronto soccorso perché non efficiente, trasformiamolo in PTE (presidio Territoriale di Emergenza) che il nostro “politico” dimentica, stranamente di aggiungere “TEMPORANEO” che dovrebbe evolvere nel tempo in un punto di proto intervento operativo nelle 12 ore diurne e presidiato dal 118 nelle ore notturne.
No, onorevole la nostra risposta alle aspettative della cittadinanza differisce dalla sua.
Si, perche noi pensiamo che il nostro distretto abbia la necessità di un pronto soccorso efficiente che sia dotato di una idoneo organico medico, paramedico ed ausiliario oltre che strumentale.
Bisogna investire, in maniera oculata, magari, sulla nostra struttura, no smobilitare.
Non vogliamo pensare che questo possa essere un ulteriore passo nella lenta agonia che ha portato il nostro ospedale, ritenuto in passato, punto di riferimento per un vasto territorio dell’Agrigentino, con i reparti di medicina, pediatria, ostetricia e ginecologia, ortopedia, cardiologia e chirurgia alle condizioni odierne che possono considerarsi il preludio alla chiusura totale.
Siamo già memori delle straordinarie capacità manageriali” che si sono succedute negli anni, forse asservite ad un “oscuro” disegno di impoverimento progressivo della struttura, che ha giustificato via via, naturalmente un numero decrescente di prestazioni, che alla fine giustificherà anche la chiusura non solo del pronto soccorso ma dell’intero presidio ospedaliero.

Abbiamo ascoltato con attenzione anche un altro intervento “illustre”, dove l’unica cosa di vero che ha detto è che il PS sulla carta non esiste ormai da tempo.
Torniamo per un attimo indietro; l’assessore “dietro spinta” del sindaco Pace convoca una riunione avente ad oggetto l’ospedale di Ribera; ma se con ci sono problemi e non sono previste variazioni in organico ci volete dire allora a cosa è servita questa riunione e ancora a cosa serve la proroga di un anno?
Si aspetta un anno perché si ha paura a cambiare il nome in PTE o non è solo il nome che cambierà?
Da diversi anni Ribera è di fatto la “riserva di caccia” dell’ospedale di Sciacca che all’occorrenza preleva da quello di Ribera. Gli ospedali sono riuniti quando fa comodo e poi tornano a essere separati quando si parla di numeri di prestazioni e di prelievo di risorse (naturalmente da Ribera verso Sciacca). Si parla di servizi e di offerta complementare ma non si dicono mai chiaramente quali saranno questi servizi; inoltre, l’offerta sanitaria complementare dovrebbe essere fatta sugli “extraservizi” e non su quelli basilari.
Altro cosa su cui bisogna riflettere sono le liste di attesa che secondo questo piano “malvagio” chiaramente saranno in continua crescita o meglio continueranno ad “allungarsi” i tempi per le prestazioni pubbliche mentre rimarranno “corti” per i centri convenzionati! Se i servizi pubblici sono mal gestiti allora bisogna individuarne le cause e porvi rimedio.
Di solito i partiti cambiano nome per non cambiare niente nel nostro caso invece dietro al nuovo nome e sempre che ci sia concesso, si nasconde un’amara realtà. L’unica cosa che rimarrà sarà la struttura solo perché non se la possono portare altrove; secondo gli atti non resterà nulla di quel poco che è attualmente in essere.
Parlano di potenziare un PTE ma è come dire ti tolgo una “Ferrari” (il confronto forse è immeritato) e ti do una cinquecento e ti regalo gli optional.
Signori miei, vi accorgete con quale astuzia ci “prendono per il naso”.
Perché non tornate a fare politica? Ops scusate, perché non iniziate a fare politica?
Un tema, questo, che noi affronteremo domenica 10 novembre ad Agrigento, dove con i portavoce M5S della provincia di Agrigento discuteremo dei problemi e delle soluzioni riguardanti la sanità in provincia di Agrigento.
La nostra battaglia, se è il caso anche all’interno dello stesso Movimento, sarà quella di chiedere il mantenimento ed il potenziamento della nostra struttura ospedaliera, a tutela del diritto alla salute del territorio riberese e dei comuni limitrofi, come sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione, dove la tutela della salute è intesa come diritto dell’individuo e della collettività, garantendo cure gratuite agli indigenti.
La vita di un uomo non può essere quantificata in numeri, e quindi in soldoni, ma deve essere garantita a prescindere. Se le Asp sono in difficoltà economiche, troviamo la soluzione eliminando gli sprechi e gli sperperi che purtroppo sono presenti in tutte le gestioni pubbliche, serve senso di responsabilità da parte di tutti, dai politici, agli addetti ai lavori, alla cittadinanza.
Il diritto alla salute è sacro, non può e non deve essere un questione meramente economica!

Il coordinatore dell’Assemblea Permanente del Movimento 5 Stelle a Ribera
Vincenzo Rossello