Ribera : Otto consiglieri comunali scrivono al prefetto, alla Regione e alla Corte dei Conti sulla vicenda dei rifiuti

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I consiglieri comunali dell’opposizione Angileri, Caico, D’Azzo, Failla, Farruggia, Lupo, Mulè, Tramuta scrivono una lunga lettera – documento sulla vicenda della gestione, smaltimento e costo dei rifiuti solidi urbani e la inviano al prefetto di Agrigento, alla Regione Siciliana, alla Corte dei Conti e al presidente del consiglio comunale di Ribera. Si tratta di un batti e ribatti di una storia cominciata nel maggio scorso con la presentazione di una interrogazione dei consiglieri dell’opposizione, proseguita con la risposta scritta da parte dell’amministrazione comunale nel corso dell’estate e proseguita oggi con il nuovo documento che è una nuova valutazione, data dalla minoranza alla risposta fornita allora dall’assessore al ramo.

Una lunga e dettagliata lettera con argomentazioni varie che chiamano in causa la civica amministrazione. Viene fatta la storia di 13 anni della gestione dell’ex Sogeir e della spesa annuale di circa tre milioni di euro. E’ stato evidenziato che la società Sogeir non ha mai presentato l’annuale bilancio finanziario da approvare da parte del consiglio comunale, che dal 2018 il servizio dei rifiuti è gestito da “Riberambiente”, della vicenda delle nomine degli amministratori unici  Lo Brutto, Riggio e Tramuta.

Poi chiarimenti vengono chiesti sulle somme di denaro spese dal Comune a favore di una ditta esterna per il servizio di raccolta dei rifiuti a Seccagrande, Piana Grande e Borgo Bonsignore per un importo di oltre 240 mila euro per il triennio dal 2016 al 2018, sui costi mensili dei mezzi presi a nolo a freddo per un importo mensile di 4.400 euro, sul rischio che l’autoparco comunale venga chiuso per problemi igienici e di sicurezza.

Infine gli otto consiglieri interrogano ancora come non ci sia stato alcun risparmio nelle bollette degli utenti della Tari, a fronte degli introiti comunali derivanti dall’alta percentuale di conferimento della raccolta differenziata, da qualche anno oltre il 70 per cento.