Ribera: Riunione sul precariato, sono assenti i contrattisti da stabilizzare

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La riunione era stata convocata con anticipo dal Movimento 5 Stelle per discutere della situazione dei lavoratori precari che al comune di Ribera, in base alle legge 285, sono ben 91. All’incontro non se n’è presentato nemmeno uno. Lo ha rimarcato pesantemente nel suo intervento il deputato Di Caro che ha sottolineato come ai contrattisti non interessi, pare, il loro futuro. Era presente appena una mezza dozzina di lavoratori Asu. Non c’era nemmeno l’amministrazione comunale, come assenti erano pure buona parte del civico consesso, presente soltanto con i consiglieri Caico e D’Azzo.

Con il saluto portato dal deputato regionale Mangiacavallo, nella sala convegni “Emanuela e Giovanni Ragusa del palazzo comunale, si è aperto un confronto di idee tra l’opposizione alla giunta Pace e l’opposizione extraconsiliare costituita da 5 Stelle. Le risposte, che dovevano venire dall’amministrazione comunale – è stato detto – non sono arrivate per cui la stabilizzazione dei 91 lavoratori precari passa attraverso l’approvazione di ben 5 bilanci, 3 consolidati e relativi al 2016, al 2017 e al 2018, uno del 2018 e uno previsionale triennale 2018-2021.

E’ stato precisato che l’amministrazione comunale riberese ha i tempi a suo favore che terminano il 31 dicembre del 2020, ma avrebbe l’obbligo di superare tutto l’arretrato entro dicembre 2019. Su tali problematiche si sono confrontati i consiglieri Caico e D’Azzo, il responsabile locale di 5 Stelle Piraneo, il sindacalista Matteo Lo Raso e il deputato regionale Di Caro. I dubbi circa la prossima stabilizzazione dei precari non sono stati fugati. E’ stato detto pure che in molti comuni agrigentini, Burgio, Lucca Sicula, Grotte e Bivona, in questi giorni, le amministrazioni locali hanno stabilizzato centinaia di precari.

All’ordine del giorno dei lavori della riunione figuravano pure i temi che riguardano, oltre il bilancio finanziario, l’arrivo del commissario regionale ad acta e anche la vicenda del servizio dell’acqua pubblica affidata al servizio consortile.