Ribera : Il 27 agosto comincia la demolizione dei 60 alloggi popolari

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Tutti, nel popoloso quartiere, inquilini, proprietari, esercizi commerciali e cittadini comuni, attendono per il 27 agosto l’arrivo delle ruspe che dovranno demolire le dieci palazzine dell’IACP costruite tra gli anni ’70 ed ’80 con cemento depotenziato. Dopo la bonifica dell’area urbana di Largo Martiri di via Fani, nei pressi della circonvallazione, eseguita in buona parte nelle settimane scorse, ora, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, arriveranno i grossi bulldozer che raderanno al suolo gli immobili a tre piani e consentiranno all’impresa catanese, che si è aggiudicata la gara di appalto del finanziamento regionale, di potere smaltire la gran quantità di residui dell’edilizia.
I lavori di ricostruzione delle case popolari dovranno essere completati, come da normativa della gara di appalto, in un anno che sulla carta sembra davvero poco agli scettici e soprattutto agli inquilini che sono stati sfrattati dai loro alloggi quasi sette anni nel corso dei quali lungaggini burocratiche hanno bloccato e rallentato soprattutto il finanziamento iniziale di circa 10 milioni di euro e l’aggiudicazione della gara di appalto.
Nelle settimane scorse, la presa di posizione del sindaco di Ribera Carmelo Pace e soprattutto le reiterate proteste delle 60 famiglie hanno spinto il commissario Gioacchino Pontillo e la direttrice Antonella Siragusa dell’Iacp di Agrigento a fare un sopralluogo urgente e a richiedere la presenza sull’area urbana del direttore del Dipartimento regionale Fulvio Bellomo e dell’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone. La visita, a fine luglio, ha sortito una accelerazione che ha portato alla bonifica dell’area e che permetterà il prossimo arrivo delle ruspe.
Chi trarrà un grosso sospiro di sollievo sarà certamente il primo cittadino riberese che, a completamento dei lavori, non dovrà più erogare il pagamento del canone mensile di 250 euro a nucleo familiare. Il comune di Ribera per permettere alle 60 famiglie, sloggiate dalle case popolari a rischio crollo, di cercarsi un’abitazione momentanea, ha rimborsato per circa sei anni il canone di locazione per oltre un milione di euro, tratto dal bilancio comunale e tolto dalle opere pubbliche e servizi della cittadina.