Cianciana: Presentati tre libri sulle miniere di zolfo di Paolo Sanzeri

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E’ stato presentato un trittico di volumi di Paolo Sanzeri sulla storia delle miniere di zolfo nel chiostro dell’ex convento dei Frati Francescani. Dopo i saluti portati dal sindaco Francesco Martorana e dall’assessore Eloisa Contissa, sono intervenuti gli ingegneri Michele Brescia e Pietro Agnello rispettivamente capo del distretto minerario di Caltanissetta e progettista per il recupero delle aree ex minerarie, il presidente del Gal Sicani Salvatore Sanzeri e il prof. Francesco Cannatella, cultore di tradizioni popolari e già dirigente scolastico. Ha fatto da moderatrice la dott.ssa Marilisa Cammarata.

Ecco di seguito l’intervento del prof. Cannatella.

“Dopo l’ottimo esordio editoriale Sant’Antonino di Cianciana, Storia di una città di nuova fondazione, torna, atteso dai lettori, Paolo Sanzeri con un saggio storico, ancora su Cianciana, trattando quell’universo di sudore e di disperazione, che è stata la zolfara: Cianciana & lo zolfo, frutti di un attento lavoro di ricerca di archivio. Egli si rivolge ancora una volta al paese natio che ama e che cura per riscoprire la zolfara ed i suoi uomini e accompagna la propria opera con una ricca documentazione, tratta da archivi e da biblioteche.
Le pagine si susseguono in una lettura appassionante che è cronaca, storia di lavoratori, avvenimenti, leggi e regolamenti, sempre visti e riferiti in un’ottica di recupero della memoria, pagine come intimo diario che suscita emozioni in un quadro vivo e palpitante.
Cianciana & lo zolfo si sviluppa in tre corposi volumi che rappresentano oggi, e sicuramente nel tempo, una insuperabile fonte per capire l’epopea mineraria ciancianese, offrendo occasioni di scoperta e di riscoperta a chi nella zolfara ha lavorato ed ha chi non l’ha conosciuta.
Il ritrovamento dello zolfo nella prima metà del secolo XIX rivoluziona la società ciancianese che fino ad allora dai campi trae ogni sostentamento. Il centro urbano si espande per accogliere la massa di lavoratori, attirati dai comuni vicini da un lavoro che assicura il soddisfacimento, anche se al minimo, dei bisogni vitali. Attività agricola e mineraria convivono e si sostengono a vicenda, ma è la zolfara che maggiormente sopperisce alle frequenti crisi agricole, ospitando gli umili dei campi, braccianti e contadini, che divengono carusi. Essi, abituati a lavorare alla luce del sole, nel sottosuolo possono solo trasportare a spalla il materiale, estirpato dai picconieri.
Paolo Sanzeri ci introduce in un excursus legislativo a far data dal Regno delle Due Sicilie, trattando del Codice Civile Borbonico di Ferdinando I che disciplina la materia delle miniere e riconosce al proprietario della parte sottosopra il diritto di impiantare una escavazione alla ricerca di zolfo. Leggiamo poi di Francesco I che, annullando l’antico sistema della regalia, afferma il principio della libertà mineraria. Attento e puntuale il riferimento a tutta la normativa successiva.


La coltivazione dello zolfo è trattata in singoli capitoli che vanno dal 1838 al 1908 nel primo volume, dal 1909 al 1942 nel secondo volume e dal 1943 al 1962 nel terzo volume. I capitoli sono ricchi di informazioni ed offrono uno spaccato nel quale interagiscono Stato, Regione, Prefettura, Comune e proprietari delle miniere, che rappresentano la Legge, scritta sempre in difesa dei lavoratori e per la salvaguardia del lavoro minorile, ma difficilmente applicata e rispettata.
Si può leggere il susseguirsi di note e disposizioni che avrebbero dovuto vietare ai carusi di lavorare nella zolfara e garantire l’obbligo scolastico, la sicurezza dei luoghi di lavoro e una adeguata assistenza socio-sanitaria a tutti gli zolfatari. Norme che restano sulla carta e che non scalfiscono la cruda realtà.
Interessanti le pagine del terzo volume che trattano dello sciopero generale degli zolfatari nell’anno 1953 che sfocia nella occupazione delle miniere. Ricco il corredo fotografico, le illustrazioni grafiche, come i calcheroni e le fornaci a canaletto, e la rassegna di articoli giornalistici che trattano il tema.
Curata la sezione riguardante le mansioni all’interno della zolfara e lo sviluppo della giornata di lavoro. Rivivono carusi e picconieri, vagonisti e mulattieri, unitamente a tutti gli altri muti attori in uno scenario, vissuto nella penombra del sottosuolo.
Esprimono sensibilità le pagine dedicate da Paolo Sanzeri alle donne che nella zolfara condivisero miseria e sofferenze con gli uomini, vittime di una vita disperata alla ricerca di un tozzo di pane per tacitare la fame lacerante.
Sanzeri offre un quadro completo con proverbi, imprecazioni e modi di dire della zolfara.
Cianciana & lo zolfo offre una minuziosa mappatura delle zolfare, suddivise in gruppi, ricadenti, oltre che nel territorio paesano, anche in quello dei comuni viciniori di Bivona e di Alessandria della Rocca.
Il nostro plauso a Paolo Sanzeri per averci offerto un’opera che colma un vuoto culturale e ricostruisce un tessuto sociale, violentemente smembrato”.