Agrigento, nuovo rinvenimento dei subacquei di BCsicilia: trovate altre ancore litiche e lingotti plumbei

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Agrigento e in particolare San Leone avranno avuto nei secoli certamente un approdo, se allo stato attuale continuano ad essere rinvenuti reperti archeologici che fanno pensare ad un sito, quasi in prossimità del litorale. La prova ne è la scoperta fatta nei giorni scorsi, in mare, di diversi oggetti che al momento non sono stati recuperati e di cui non viene giustamente fornita la posizione geografica marina.

Dopo l’esemplare dell’ancora litica, individuata più di una settimana fa, sono state rinvenute lingotti plumbei e altre ancore litiche di chiaro interesse archeologico (nelle foto accanto). Sono stati localizzati e posizionati con il gps da Francesco Urso, sommozzatore volontario del Gruppo subacqueo di BCSicilia.

L’area del rinvenimento è la stessa in cui lo scorso mese di giugno era stata individuata un’altra ancora litica che si trova tutt’oggi adagiata sulla sabbia del fondo marino, in attesa dei provvedimenti. Complessivamente allo stato attuale sono state rinvenute cinque ancore litiche e due lingotti plumbei. Il rinvenimento assume particolare importanza in quanto il numero elevato di reperti in un’area così ristretta induce a pensare che siamo in presenza di un vero e proprio approdo, a ridosso della spiaggia.

Del ritrovamento è stata avvertita la Soprintendenza del Mare di Palermo che, diretta per tanti anni dal compianto Sebastiano Tusa, ha intuito l’importanza della scoperta e ha previsto un sopralluogo subacqueo per la giornata di oggi con proprio personale in stretta collaborazione con i subacquei di BCSicilia.

L’esplorazione marina potrebbe aprire nuovi orizzonti nella storia e nella archeologia della Città dei Templi.