Ribera: Non partono lo sgombero e la bonifica delle 60 case popolari. Famiglie ancora senza abitazioni

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Non partono lo sgombero e la bonifica delle 10 palazzine delle case popolari della circonvallazione, così come annunciato dalle istituzioni, in programma per l’8 luglio scorso. Chi sia aspettava la presenza degli operai della ditta catanese, che ha ottenuto l’appalto dei lavori per la demolizione dei 60 alloggi popolari, costruiti negli anni ’70 con cemento depotenziato, è rimasto ancora una volta molto deluso e molto anareggiato.
Pare che sia necessaria un’operazione congiunta delle forze dell’ordine che, su disposizione di prefettura e questura di Agrigento, devono sgomberare le abitazioni, abbandonate da oltre 5 anni ed occupate abusivamente da extracomunitari che hanno trovato un alloggio di fortuna, durante i lavori stagionali a cui prendono parte. Sarà una riunione del comitato provinciale dell’ordine pubblico a dettare i tempi del sopralluogo congiunto.
Dopo dovrebbero arrivare le ruspe per le case a tre piani e i grossi camion che trasporteranno in discarica la gran mole di detriti di cemento, sabbia e laterizi, dismessi. I tempi si allungano ancora perché a fine luglio l’attività edile delle imprese si ferma per dare la possibilità ai lavoratori di potere godere delle ferie. Siamo già a settembre e un altro anno sta per andarsene.
Restano, pertanto, ancora un miraggio per i 60 nuclei familiari, che da un quinquennio hanno preso una casa in affitto, essendo stati sfrattati per rischio e pericolo, le nuove palazzine che sorgeranno sullo stesso sito urbano, una volta sgomberato e bonificato dai detriti edilizi della demolizione. La vicenda va avanti ormai da anni e le lungaggini burocratiche sono sovrane, se si pensa che per potere espletare ed assegnare la gara di appalto ci sono voluti circa due anni. Oltre cinque anni dallo sgombero degli alloggi fanno sorgere a tante famiglie il dubbio che per vedere ricostruite le loro case debba trascorrere altrettanto tempo.
A pagarne le spese sono tutti i riberesi perché ai 60 inquilini vengono assegnate dal comune 250 mila euro al mese per ogni appartamento. E’ successo che l’amministrazione comunale, che aveva avuto precise assicurazioni finanziarie dalla presidenza della Regione Siciliana, ad oggi ha speso oltre un milione di euro per fare fronte all’emergenza, togliendolo dalla destinazione verso strade, pulizia, decoro, verde pubblico di cui la città ha bisogno.