Cattolica Eraclea: Un degrado ambientale da eliminare ad Eraclea Minoa

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Tutta la località di Eraclea Minoa, posta sul litorale, in territorio di Cattolica Eraclea, alla sinistra della foce del fiume Platani, ha bisogno di seri ed organici interventi di riqualificazione per cancellare un degrado ambientale che dalla spiaggia, passando per il bosco demaniale, arriva sino all’area archeologica. Da anni si assiste ormai all’assenza di interventi finanziari per dare lustro ad una località che deve essere il fiore all’occhiello del turismo agrigentino.
Partiamo dalla sabbiosa e chilometrica spiaggia che per decenni è stata divorata dalle mareggiate che hanno inghiottito alcune centinaia di metri di litorale, che hanno fagocitato parte del bosco demaniale e che hanno creato notevoli danni economici agli esercizi privati della ristorazione. Ultimamente i provvedimenti sono stati drastici da parte delle istituzioni per assicurare l’incolumità pubblica. Gli accessi al mare e ad una parte dell’area boschiva sono stati interdetti dalla Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, dall’Azienda Demaniale delle Foreste di Agrigento e dallo stesso Comune di Cattolica Eraclea. Decine di alberi di eucaliptus giacciono sradicati sul bagnasciuga ed altre piante sono in procinto di crollare nell’area boschiva che confina con l’arenile. Dappertutto vi sono divieti di transito fino a quando non saranno eliminati i pericoli.
Da anni si è parlato di un progetto per la costruzione di un frangiflutti non invasivo e sommerso per arginare le continue folate dei marosi. Pare che l’ultima progettazione abbia trovato il finanziamento del governo regionale per quattro milioni di euro, con la promessa del presidente Musumeci che entro i prossimi due mesi sarà pubblicato il bando per l’appalto. Intanto, i tronchi in spiaggia devono essere rimossi, deve essere assicurato l’accesso al litorale e deve essere posta in sicurezza l’area boschiva a rischio.

L’amministrazione comunale di Cattolica Eraclea ha programmato di intervenire per la propria competenza. L’estate è vicina e i turisti potrebbero passare e andare subito via.
L’area archeologica, sopra, sul pianoro di marna non è che vive giorni felici. Erbacce e sterpaglie sono un brutto biglietto di visita per quanti vogliono visitare antiquarium, teatro greco ed antico abitato. Un concorso internazionale di idee per un progetto di copertura del teatro greco, scoperto negli anni ’50, era stato annunciato il 4 ottobre scorso a Ribera dal compianto assessore Sebastiano Tusa, scomparso nella tragedia area del Boing 373 nei cieli dell’Etiopia. Il teatro ha bisogno di una copertura, nuova e funzionale, per combattere lo sgretolamento della marna a causa degli agenti atmosferici. La Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento lo ponga come una priorità. Potrebbe presa in considerazione anche la possibilità di illuminare il sito archeologico dove per tutta l’estate si svolge da una decina d’anni la spettacolare rassegna “Teatri di Pietra” che chiama tanti visitatori. Eccellente il recente percorso pedonale in pietrisco che porta quasi sino alla foce del fiume Platani, con un paesaggio mozzafiato.