Ribera, “Un cuore per Ipogolo”: L’anima del progetto per la Tanzania è Margherita La Rocca

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Del progetto “Un cuore per Ipogolo”, che mira in Tanzania al miglioramento della sanità, dell’istruzione e della formazione, l’anima è Margherita La Rocca, moglie del cardiochirurgo Giovanni Ruvolo, psicoterapeuta, deputata all’ARS, presidente della Commissione Sanità, sindaco della cittadina agrigentina della Valle del Belice, Montevago, la quale è il motore di tutte le iniziative dell’associazione “A cuore aperto” e, in Africa, cura i rapporti con il vescovo, i sacerdoti, gli studenti, organizza le giornate di volontariato, gestisce la parte amministrativa e intrattiene i rapporti con le associazioni.
Segue i progetti per la formazione scolastica e professionale portati avanti con i bambini e i ragazzi adottati a distanza. Assiste i medici che si occupano dell’assistenza sanitaria e i volontari che si dedicano a diverse attività per i piccoli nel villaggio del centro-sud della Tanzania. “La nostra attività, ormai da 14 anni – ci dice Margherita La Rocca che ad Ipogolo tutti chiamano “mamma” – mira alla formazione sul posto di questi ragazzi, di coloro che chiedono di potere proseguire negli studi per costruire un avvenire diverso, un futuro migliore.

Credo che questa sia l’arma vincente, la proposta innovativa di una piccola associazione onlus come “A cuore aperto”. I ragazzi che abbiamo fatto studiare in questi anni sono più di 250, adesso si colgono con mano i frutti del lavoro fatto. Li conosciamo tutti, sappiamo che quasi tutti lavorano nel mondo sanitario, come infermieri, tecnici di laboratorio, vi sono anche medici. Ora inizia una nuova sfida con i ragazzi più piccoli, quei bambini che dieci anni fa erano alunni di scuola elementare e che oggi cominciano a frequentare l’università. E’ il caso di Alex e Muna, due orfani che abbiamo seguito da piccoli e che già cominciano il percorso universitario in medicina per lavorare per il loro Paese. Molti chiedono di restare nella loro terra, di essere aiutati negli studi e di migliorare in loco le loro condizioni di vita”.