Bivona: Per il Pd l’acqua è sacra e deve essere gestita dal Comune

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Il Partito Democratico di Bivona considera la gestione pubblica e diretta della acqua, da parte del comune, sacra e inviolabile. Dal 1894 il Comune di Bivona gestisce l’acquedotto comunale. Nel 2004 il governo regionale ha voluto privatizzare il servizio integrato idrico sia come sovrambito regionale, affidando a una società francese tutto il sistema idrico dell’isola, alcune dighe comprese , e la gestione delle sorgenti e di tutte le fonti idriche di approvvigionamento.
Nel 2007 è stato intimato a tutti i comuni di consegnare le reti idriche per essere consegnate al gestore privato, Girgenti Acque. Sedici comuni agrigentini si sono rifiuti di farlo. Bivona è tra questi comuni ” ribelli ” ovvero non consegnatari ed è stato punto di riferimento per tutta la Sicilia nella battaglia contro la privatizzazione del servizio idrico.
Il 14 febbraio 2008 si è svolto il referendum comunale è il 98% degli elettori bivonesi ha detto NO alla privatizzazione dell’acqua. Si sono tenute centinaia di riunioni, consigli comunali, manifestazioni per ribadire che l’acqua è pubblica. Sono stati bloccati davanti al municipio i commissari che volevano l’acqua. Il 12 e 13 giugno 2011 oltre 26 milioni d italiani hanno detto No alla privatizzazione dell’acqua.
Anche Bivona ha detto No. Respingiamo al mittente l’accusa che l’acqua per uso potabile in provincia di Agrigento costa cara per colpa dei comuni che non hanno consegnato le reti idriche. L’acqua è cara perché è troppo alto il prezzo di acquisto da Sicilia Acque e troppe le perdite. Respingiamo al mittente l’accusa che i comuni non consegnatari non sono solidali verso chi non ha sorgenti. Da Bivona partono ben 200 litri secondi per 365 giorni l’anno: 50 litri dalla sorgente San Matteo e 150 dalla diga castello per i comuni agrigentini.
Con la legge regionale n.3 art.2 comma 6 è stato riconosciuto il diritto alla gestione diretta per i comuni che non avevano consegnato le reti. Diritto riconosciuto dalla legge regionale 19 del 2015 poi bocciata nel maggio del 2017 dalla corte costituzionale. L’articolo 147 del codice dell’ambiente riconosce ai comuni, che hanno sorgenti con acque pregiate e in zone di particolare interesse ambientale dove la gestione è efficiente, di gestire direttamente il servizio idrico. Questo è il caso preciso per comune di Bivona. Sorgenti di acque pregiate dentro il parco dei Monti Sicani. Nel maggio del 2017 l’amministrazione ha fatto richiesta all’ATI di prendere atto di queste condizioni. Oggi si rimette in discussione tutto quello che è accaduto in oltre dieci anni di lotte democratiche. La legittima rescissione del contratto con Girgenti Acque da parte dei 27 comuni consegnatari non può privare gli altri comuni, tra cui Bivona, di gestire direttamente l’acqua per uso potabile. L’acqua a Bivona deve restare pubblica e gestita direttamente dal comune.
PARTITO DEMOCRATICO DI BIVONA