L’Avv. Giuseppe Mantia: “La credibilità dell’Italia, il contenuto e lo stile della classe politica”

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IL PARLAMENTO RIUNITO IN SEDUTA COMUNE DURANTE IL DISCORSO DEL CAPO DELLO STATO - CERIMONIA DI GIURAMENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO DINNANZI IL PARLAMENTO RIUNITO IN SEDUTA COMUNE - fotografo: Daniele Scudieri

La credibilità dell’Italia dipende dal linguaggio e dal rapporto tra il contenuto e lo stile che usano il cittadino e la classe politica.
Si deve essere capaci di utilizzare la lingua in modo obiettivo, con riferimento al tema, al soggetto ed al contenuto, non si devono mai utilizzare parole inappropriate, improprie e/o offensive.
Questo impone che “occorre essere padroni dell’argomento la parole verranno da se” la frase di Marco Porcio Catone : Rem tene, verba sequentur (Possiedi i contenuti, le parole seguiranno).
Occorre, quindi, sia il contenuto che lo stile, il giusto termine che porta il cittadino ed il politico ad esprimere bene i contenuti che possiede.
Le parole sono vibrazioni sonore che si spandono come le vibrazioni sonore del mondo naturale.
Usare positive ed argomentate parole riporta armonia ed equilibrio nell’uomo.
Occorrono parole e toni misurati, consapevoli e rispettosi.
Chi ascolta desidera termini significativi, parole che sanno correttamente spiegare ciò di cui si discute.
I politici, governo e opposizione, sono i genitori, la Madre ed il Padre di noi tutti, dei cittadini.
La Costituzione lo dice.
I politici, sono cittadini che sono stati eletti dal popolo e come tutti i cittadini, devono usare un linguaggio rispettoso e meritevole di essere ascoltato e riportato sulle pagine pure dei giornali.
È il bene del popolo, dei cittadini che i politici devono concretamente realizzare.
L’attuale periodo storico è vicino a quello in cui ha vissuto Catone.
Catone ha combattuto nella seconda guerra punica e, poi, ha iniziato il “cursus honorum” (la carriera politica) diventando console nel 195 a.C..
Nel 184 a.C. Catone è diventato censore ed ha mostrato un rigore estremo contro il desiderio di lusso dell’aristocrazia romana, condannando la corruzione e richiamando continuamente i Romani ai costumi della tradizione degli avi.
Catone afferma che l’oratore è il “vir bonus dicendi peritus” (il cittadino onesto, impegnato in politica non per interesse personale, ma per il bene della comunità), e deve essere capace di esprimersi efficacemente.
Catone rappresenta l’espressione del legame tra l’arte della parola – eloquenza – e l’attività politica, soprattutto nei “negozia” (le trattative nella vita pubblica di Roma).
Catone è orgoglioso della sua origine contadina, del duro lavoro su una terra dura – pietosa ma anche fruttifera. È la terra che ci nutre. È la terra che va amata e rispettata.
Catone, da cittadino e da politico che ama il bene del popolo, dedica “libri ad Marcum Filium” meglio conosciuta come “Precepta” (una enciclopedia delle artes utili alla formazione) al figlio Marco ed a tutti i giovani Romani (e non) futuri buoni cittadini, attivi nello stato e per lo stato.
Tutti noi cittadini vogliamo un padre ed una madre che sono padroni dell’argomento, che conoscono i contenuti e che sanno parlare bene e, soprattutto, sanno tacere quando non conoscono gli argomenti.
Tutti noi cittadini vogliamo Politici (e politica) che conoscono i contenuti e lo stile, il giusto e l’appropriato termine.
Questa è la politica ed i politici che vogliamo noi cittadini.
Questo è il linguaggio ed il rapporto tra il contenuto e lo stile che noi cittadini vogliamo dalla classe politica per onorare la credibilità dell’Italia.
Giuseppe Mantia