Ribera: Territorio, città ed economia agricola messi in ginocchio dal maltempo

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Tutto il territorio riberese, compreso tra le valli dei fiumi Verdura, Magazzolo e Platani, e una dozzina di paesi che si affacciano sul comprensorio agricolo sono stati messi in ginocchio dalla pesantissima ondata di maltempo che ha investito nel pomeriggio e nella serata di sabato l’agricoltura, il sistema viario urbano ed extraurbano, i servizi per le popolazioni e l’economia.
Sono caduti in poche ore 165 millimetri di pioggia con una intensità tra le ore 17 e le 18 di sabato di circa 60 millimetri. Una quantità enorme se si pensa che la piovosità media in un anno si aggira intorno ai 500-600 millimetri. L’oceano d’acqua e di detriti di ogni specie, fango e tronchi d’albero, ha causato i maggiori danni lungo tutto il corso del fiume Sosio-Verdura nel tratto tra il ponte Cifota di Villafranca Sicula e la foce del Verdura che arriva nel Canale di Sicilia, nei pressi del villaggio Golf Resort di Rocco Forte.


Agrumeti invasi dalle acque melmose, piante di aranci carichi di frutta abbattuti in prossimità delle sponde del corso d’acqua, frangivento sradicati, alcuni caseggiati rurali invasi dalle acque ed attrezzature agricole trascinate a mare. I danni economici alle aziende agricole e alla viabilità rurale privata sono molto gravi, tali da mandare sul lastrico migliaia di agrumicoltori che da qualche decennio investono per migliorare colture, mezzi e strutture.
Buone notizie arrivano da Giuseppe Pasciuta, riberese, dirigente della Regione Siciliana, presidente del consorzio di Tutala Arancia di Ribera Dop, che afferma: “A parte le esondazioni che hanno provocato notevoli danni, le intense piogge non hanno provocato fortunatamente alcun danno al frutto pendente per cui possiamo prevedere un’ottima campagna agrumaria sia in termini qualitativi che quantitativi. Andremo a verificare superfici inondate e danni complessivi alle aziende”.
Il fiume Platani, come ogni anno da tradizione all’arrivo delle piogge copiose, straripa violentemente perché non ha argini che tengano irreggimentate le acque che hanno invaso gli impianti colturali ai due lati del fiume, al confine dei territori tra Ribera e Cattolica Eraclea. Agrumeti ed oliveti allagati in prossimità del ponte sulla strada statale 115 e sulla vecchia strada provinciale per Montallegro e Cattolica Eraclea.
L’unico fiume, che non è stato coinvolto nella bomba d’acqua, è stato il Magazzolo che, nonostante abbia a monte in territorio di Bivona la presenza della diga Castello che raccoglie le acque del bacino imbrifero montano, ha trascinato a mare tanta acqua mai vista prima d’ora che per fortuna non ha sfondato i buoni argini in terra battuta, costruiti da decenni.


Le strade statali, in particolare quasi tutte quelle provinciali, sono state investite da smottamenti sulla SS 115 e sulla 386 su cui è intervenuta subito l’Anas con uomini e mezzi. Quasi intransitabili le arterie di collegamento provinciale tra Ribera, Caltabellotta, Villafranca Sicula, Burgio, Bivona, Lucca Sicula e Cianciana per la presenza di detriti, fango, alberi e frane per i quali è intervenuta anche la protezione civile per rimuovere gli ostacoli. Il traffico si svolge con difficoltà.
Per oggi, alle 18, è in programma a Villafranca Sicula, al palazzo comunale, un vertice di amministratori dei comuni delle tre valli i quali dovranno fare il punto sulla situazione per la quale sarà certamente chiesto lo stato di calamità naturale.