Ribera: Il sindaco Pace tra un anno e mezzo si ritira dalla politica attiva

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Il sindaco Carmelo Pace, tra un anno e mezzo, nel giugno del 2020, non potrà più ricandidarsi, ma addirittura si ritirerà dalla politica attiva che lo ha visto protagonista negli ultimi 20 anni come consigliere comunale, provinciale, vicepresidente della Provincia Regionale e nelle ultime legislature primo cittadino riberese. Lo annuncia lo stesso Pace in una intervista rilasciata in questi giorni al settimanale locale “Momenti” nel corso della quale fa riferimento alla sua attività amministrativa e getta sprazzi di luce e di ipotesi politiche sulla prossima vita della cittadina”.
“Nel giugno del 2020 sarà sancita la fine della mia attività politica – dice il sindaco Pace (nella foto) – avrò un nuovo impegno lavorativo, e finalmente potrò dedicarmi, a 49 anni compiuti, alla mia famiglia e a me stesso. Non sarò certamente un impiegato pubblico o privato. Non farò più politica attiva, ma non perché sia stanco e stufo. Non tornerò a fare l’allenatore di volley, ma sarò impegnato in qualche attività imprenditoriale che ho in mente”.
Il primo cittadino, che si è laureato nei mesi scorsi in Scienze Politiche con una tesi sullo statista riberese Francesco Crispi, di cui il 4 ottobre prossimo ricorre l’anniversario dei 200 anni della nascita, tuttavia annuncia che la sua attuale maggioranza amministrativa (risicata, 11 su 20 consiglieri n.d.r.) potrebbe esprimere il nome del nuovo sindaco e fa i nomi che da qualche mese circolano in città come gli attuali assessori Francesco Montalbano, Nicola Inglese e il consigliere Davide Caico. Annuncia pure che se l’attuale maggioranza terrà, Pace darà il suo contributo. Diversamente, se si arriverà alle elezioni amministrative in ordine sparso, saprà adeguarsi.
Ringrazia poi i consiglieri dell’opposizione per il ruolo nobile che hanno avuto, anche se hanno scelto di non assicurare il numero legale fino a quando la maggioranza era di 11 consiglieri e recita il “mea culpa” quando afferma che ”è chiaro che è mancata anche da parte mia e dell’amministrazione la ricerca di un loro coinvolgimento diretto nella gestione della cosa pubblica”.