Ribera: Chiesta all’assessore regionale Tusa la riapertura della necropoli dell’Anguilla

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Ben 45 tombe incastonate nella marna e datate del XIII secolo a. C. da alcuni anni non possono essere visitate dai turisti perché l’area è “off-limits” con recinzione e cancelli. Tale persistente chiusura della necropoli di contrada “Anguilla-Magone”, in territorio di Ribera, nella nota “città delle arance”, è stata segnalata all’assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa con una nota del giornalista pubblicista riberese Totò Castelli, che tuttavia aveva interessato, ma senza alcun successo, il precedente assessore Vittorio Sgarbi.
Viene evidenziato che trattasi di un sito archeologico di rilevante interesse storico-culturale che, per anni in mano ai tombaroli, poi per fortuna recuperato in grandissima parte e reso agibile con interventi della Sovrintendenza ai Beni Archeologici e Ambientali della provincia di Agrigento, era stato reso fruibile per qualche tempo, dopo i lavori di restauro e di recupero, a studiosi, studenti di ogni ordine e grado, a semplici cittadini amanti dell’arte.
Da qualche anno, però, a quanto pare per problemi legati alla mancanza di servizi igienico-sanitari nella centro didattico adibito ad ufficio, il sito, inspiegabilmente, non è più fruibile alla collettività e la chiusura è stata oggetto di alcune prese di posizione sulla stampa locale a diverso livello al fine di consentire un immediata riapertura.
A Sebastiano Tusa é stato chiesto di occuparsi della vicenda al fine di smuovere le acque stagnanti che da tempo si registrano e che finora hanno impedito di risolvere il problema e stimolare gli organi preposti alla cura del sito affinchè trovino le soluzioni necessarie per la riapertura della necropoli.