Ribera Un giovane ingegnere torna dal Nord e denuncia le precarietà del territorio invaso dai rifiuti

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Un giovane ingegnere riberese lavora al Nord e, quando torna a Ribera, per le vacanze estive, denuncia il grave stato di precarietà della città e del territorio circa la presenza indiscriminata di rifiuti di ogni genere e varietà. Presenta una dettagliata lettera indirizzata al sindaco, all’assessore al ramo, a Riberambiente, alla polizia municipale e agli ispettori ambientali con quale invita le istituzioni a ripulire l’ambiente e i cittadini a non sporcare per garantire la tutela e la vivibilità del territorio.
“La situazione che ho ritrovato quest’estate nel mio amato paese – scrive l’ingegnere – mi ha profondamente amareggiato, vedendo come le cose qui stentino a migliorare. Analizzando la situazione, oltre alla quantità spropositata di rifiuti urbani e alla loro varietà, da un punto di vista di rischio chimico-biologico ,quello che preoccupa più di tutti sono le cisterne di amianto confinate a bordo strada e quelle abbandonate all’interno di valloni. Fenomeno che persiste ormai da anni, costituendo di fatto un gravissimo problema sanitario-ambientale.
Il professionista lamenta lo stato di abbandono delle periferie, in particolare l’area urbana di Santa Rosalia e dell’isola ecologica di Scirinda, la foce del fiume Magazzolo, la trazzera di San Leonardo e tante strade comunali esterne. E pensare – precisa il giovane – che Ribera è un paese che potrebbe vivere di turismo, che vanta chilometri di coste e un lungomare da invidiare. È l’unico paese ad avere un agrume DOP, olio extravergine d’oliva e a contare tante eccellenze gastronomiche.