Ribera: le 60 famiglie minacciano di occupare l’Iacp

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Ieri mattina avevano minacciato di volere occupare la sede dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Agrigento, ma nel corso del vertice al palazzo comunale di Ribera, convocato dal sindaco Carmelo Pace, è prevalso il buon senso e, dopo una telefonata al prefetto Caputo, è stato concordato che, se non ci saranno novità entro giovedì mattina per l’incontro tra il rappresentante di governo e i dirigenti dell’Iacp, allora venerdì un pullman porterà le 60 famiglie a protestare ad Agrigento e, se sarà il caso, ad occupare i locali dell’ente.
“La rabbia e l’indignazione dei nuclei familiari – ha detto il sindaco Pace – hanno raggiunto il limite per le continue promesse mai mantenute. Non se ne può più. Bene ha fatto l’assessorato regionale alle Infrastrutture che con una nota l’altro ieri ha diffidato i dirigenti dell’Iacp di Agrigento a produrre immediatamente un’ampia relazione per i ritardi che stanno caratterizzando i lavori di demolizione e di ricostruzione delle dieci palazzine di Largo Martiri di via Fani”.
Il primo cittadino di Ribera Pace ieri mattina ha preso il telefono e ha chiamato il prefetto Caputo per chiedergli di intervenire su una situazione precaria che si trascina da oltre cinque anni e che vede il Comune sborsare da tempo 250 euro mensili a nucleo familiare per pagare il canone di affitto delle case prese in locazione dalle famigli sfrattate. I vertici dell’Iacp, Pontillo e Siragusa, avevano nel marzo scorso promesso che a maggio sarebbero iniziati i lavori di demolizione degli alloggi. Ad oggi non è stato ancora firmato il contratto con la ditta catanese che si è aggiudicata la gara di appalto dell’opera pubblica per la quale la Regione Siciliana ha già stanziato quasi 11 milioni di euro.