Santo Stefano Quisquina. Celebrata ieri la festa provinciale della liberazione

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Per tutta la mattinata di ieri tutta Santo Stefano Quisquina si è fermata per celebrare il 73esimo anniversario della festa della liberazione, promossa dalla prefettura di Agrigento, in collaborazione con l’amministrazione comunale del centro montano. Nella giornata festiva tutta la popolazione è scesa in piazza per ricordare gli eventi che portarono alla liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo.
La festa si è aperta alle 9.30 con la celebrazione nella chiesa madre nella messa officiata dal vescovo stefanese Ignazio Zambito, durante la quale ci sono stati momenti di commozione. Un’ora dopo la manifestazione si è spostata in piazza Vittoria, gremita di autorità civili, militari e religiose di tutta la provincia, con in primo piano gli alunni delle scuole dell’obbligo di Santo Stefano Quisquina e dell’istituto “Madre Teresa di Calcutta” di Casteltermini. I bambini, dalla maglietta bianca, portavano sul petto la coccarda tricolore e hanno recitato delle poesie sulla tema della resistenza.
Tra i vari interventi vanno registrati quelli del professor Eugenio Giannone di Cianciana, che in rappresentanza dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ha ricordato in particolare i partigiani-eroi dei paesi dell’area montana che hanno partecipato alla liberazione d’Italia. Ha preso la parola il sindaco di Santo Stefano Quisquina Francesco Cacciatore che ha portato il saluto della città alle autorità e agli ex combattenti ed ex partigiani in rappresentanza delle diverse associazioni.

Il neo prefetto di Agrigento Dario Caputo, dopo avere ricordato come l’Italia superò le barbarie, grazie al decisivo intervento di quanti, civili e militari, furono artefici di tale momento della storia italiana e dopo aver sottolineato come oggi sia necessario continuare a fare tesoro degli insegnamenti di chi diede il proprio contributo alla nascita della democrazia e delle istituzioni repubblicane, è voluto scendere tra i tanti giovani in piazza che gli chiedevano delle foto a testimonianza della presenza delle istituzioni di governo presenti ieri nel piccolo centro agricolo stefanese. Il prefetto Caputo ha consegnato a diversi giovani appena maggiorenni e alcuni alunni delle scuole dell’obbligo delle copie della costituzione italiana unitamente a degli attestati.
Alla manifestazione della liberazione, che era stata voluta negli anni scorsi nei paesi della provincia dal prefetto Nicola Diomede, hanno preso parte il questore Maurizio Auriemma, il provveditore agli studi di Agrigento Raffaele Zarbo, il commissario del libero consorzio Alberto Di Pisa, i responsabili provinciali delle forze armate, dai carabinieri alla polizia di stato, dalla guardia di finanza alla capitaneria di porto, i sindaci di diversi comuni agrigentini, i responsabili provinciali e regionali dell’ANPI. La fanfara dell’Associazione Nazionale dei Bersaglieri di Palermo ha eseguito diversi brani musicali.