Ribera: Trasferimento della salma dell’arciprete Licata nella chiesa madre

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Sono stati trasferiti i resti mortali dell’arciprete Nicolò Licata dal cimitero alla chiesa madre, nella navata di destra. L’iniziativa, che aveva preso il via nel 2012, è stata portata avanti dal circolo culturale “Licata” di Sciacca, tramite il presidente dottor Chiappisi, che ha chiesto al comitato parrocchiale riberese di poter seppellire il sacerdote saccense nella più importante chiesa. Benefattore, giornalista, diede grande impulso all’economia locale.
Il sarcofago con i resti mortali è stato seppellito nel pomeriggio di ieri, ma le celebrazioni in onore del sacerdote continueranno nelle prossime settimane con l’organizzazione di un convegno, di una mostra fotografica, di una concelebrazione religiosa e con la scopertura di una lapide di marmo. L’evento sarà realizzato subito dopo l’inaugurazione del salone del Bambino.


Le spese dell’iniziativa sono state affrontate dalla nipote dell’arciprete signora Giuseppina Di Leo. Al progetto, per il quale hanno dato parere favorevole la curia, la soprintendenza e l’assessorato ai beni culturali, hanno collaborato Ignazio Matinella, responsabile del comitato riberese, e gli storici locali Dino Lentini e Mimmo Macaluso.
Arciprete dal 1907 al 1932. Nato a Sciacca, il 20 aprile 1870 da Francesco, umile marinaio, e Francesca Sanfilippo, viene ordinato sacerdote nel 1897. Nel 1901 viene eletto consigliere al comune di Sciacca e, con don Sturzo e don Sclafani, è tra i fondatori dell’associazione dei consiglieri cattolici siciliani. Nel maggio del 1907 viene nominato arciprete di Ribera. Fonda la cassa rurale, dando vita ad alcuni periodici locali. Nel 1915 porta a compimento il prospetto e la decorazione interna della matrice; nel 1922 riscatta e divide 4 feudi ai contadini di Ribera. Nel 1926 inaugura il nuovo campanile e nel ’27, per suo impulso, si costituisce la cooperativa “La Bonifica”. Per sua volontà viene seppellito nel cimitero riberese.