Ribera: Gli attivisti di Meetup 5 Stelle “In consiglio su rifiuti ed acqua non ci hanno dato diritto di replica”

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Questo Consiglio Comunale “aperto” ai cittadini o associazioni, è stato una farsa, un consiglio Comunale arroccato su se stesso con atteggiamenti a mò di beffa verso l’opposizione ed i presenti in aula, e a quei pochi che hanno preso parola è stato negato il diritto di replica.
Non hanno voluto il dibattito, si sono inventati o meglio ancora modificato a loro piacimento, l’articolo 31 (adunanze aperte) del loro stesso regolamento Comunale, sostenendo che nessuno dei presenti in aula con diritto di parola poteva replicare ma solo i consiglieri comunali, (da nessuna parte all’art. 31 è scritto che potessero replicare solo i consiglieri comunali, o se così fosse preghiamo qualcuno di evidenziarcelo visto che non siamo riusciti a trovare dove fosse scritto) in parole povere ci hanno tolto il diritto sacrosanto di intervenire dopo che l’assessore i consiglieri ed il Sindaco avevano fatto il proprio intervento.
Tutti ci aspettavamo da normali cittadini di sentir dire dall’amministrazione: “che dopo tanti anni di esperienza maturata, facendo virtù di qualche errore commesso, che il nuovo progetto si pone come obbiettivo di migliorare il servizio, una diminuzione dei costi per i cittadini” niente di tutto ciò, siamo stati li ad ascoltare le solite litanie dei mestieranti della politica, dove alla domanda del perché i cittadini pagano così tanto il servizio della raccolta dei rifiuti urbani ed il perché delle bollette esose da parte di Girgenti acque, la risposta è stata: che se qualcosa non ha funzionato questo qualcosa bisogna ricercarlo altrove, a volte nella politica regionale e statale altre volte nei cittadini sporcaccioni, viene da chiedersi che ci sta a fare allora un’amministrazione se i responsabili di tutti i disservizi sono sempre fantomatici “ALTRI”.
Chi amministra si defila dalle responsabilità nei confronti di tanti cittadini che pagano profumatamente un disservizio, (altra strana dichiarazione degli amministratori, è stata quella che quando la spazzatura per giorni non viene ritirata il servizio non viene pagato, possibile che i netturbini vengano pagati solo sulla base delle giornate di lavoro? A dir poco un po’ bizzarra già solo come idea crediamo). Nessun accenno a quale politica ci permetterà di risparmiare sui costi, un continuo lavarsi le mani come Ponzio Pilato fa pensare che questa amministrazione sia lì solo a giustificare le inadempienze a loro dire ALTRUI.
Lo testimonia la creazione della società “Ribera Ambiente” che gestirà il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Una società partecipata del Comune che ha già un costo salato per la cittadinanza ancor prima di partire, si sono avvalsi di consulenti e legali rappresentante esterni, anche questi hanno un costo, anziché utilizzare consulenti del Comune già in carica, in questo comune “la parola economia e risparmio non si sa dove sta di casa” tra l’altro fior di giuristi affermano che l’espressione “società partecipate” rappresenta una contraddizione, perché da un lato queste società sono soggetti che hanno ragione di essere lucrative, dall’altro lato esse vengono qualificate pubbliche per finalità perseguita, ora ci si chiede: può la ragione lucrativa essere considerata compatibile con le finalità pubbliche? ai posteri l’ardua sentenza.
Serve ed è necessario adottare altri modelli che da anni portano risultati concreti e tangibili in molti Comuni Italiani, dove con la raccolta differenziata porta a porta con prodotti puri al 90% ci sarebbe un ritorno del 50% del valore del prodotto conferito.
Non sono opinioni da bar ma esperienze concrete, consolidate e verificabili. Potremmo citare decine di comuni italiani: da Ponte nelle Alpi (Bl) a Camigliano (Ce), passando per Trento, Parma, Treviso, Capannori (Lu), invece i nostri amministratori citavano soltanto chi a loro dire fa peggio e dove il servizio costa di più, come dire: “MAL COMUNE MEZZO GAUDIO?” (Strano come motto per chi dovrebbe amministrare cercando sempre di migliorarsi).
Ormai in Europa non si parla più di inceneritori, si parla di economia circolare e rifiuti zero, bisogna saper gestire la partita dei rifiuti diminuendoli, differenziandoli, riutilizzandoli, recuperandoli e solo come ultima opzione possibile bruciarli.
Esiste un’associazione di Comuni Virtuosi che organizza da qualche mese, viaggi per consentire ad amministratori locali di conoscere da vicino alcune tra le più significative esperienze in campo ambientale sperimentate con successo su e giù per l’Italia da enti locali efficienti, virtuosi e sostenibili.
Amministratori andate a vedere e conoscere ciò che si può realizzare quando non si alimenta l’economia dei grandi affari ma gli interessi delle comunità locali, la gestione di un servizio pubblico a rilevanza economica qual’ è quello dei rifiuti è ottimale solo nella misura in cui si riescono ad assicurare le economie di scala e questo a prescindere da una gestione pubblica o privata del servizio.