Ribera: manifestazione per ricordare il naufragio della nave greca Angelika e dei suoi morti

256

La città di Ribera, a 112 anni dal tragico evento e a 22 anni dalla realizzazione del monumento ai marinai annegati, ha ricordato il naufragio della nave greca da carico Angelika che la notte del 6 febbraio 1906 affondò nelle acque di Seccagrande, causando la morte di 10 persone dell’equipaggio appartenenti alla famiglia Lemos. La manifestazione commemorativa, voluta da Mimmo Macaluso, subacqueo e ricercatore, che ha individuato il relitto del veliero e che ha fatto costruire il monumento sulla spiaggia della località con i mattoni rossi di Marsiglia tirati fuori dalla stiva, ha visto la presenza di una delegazione in visita al cimitero deporre mazzi di fiori sulla tomba dei naufraghi e su quella di Antonino Tamburello testimone dell’epoca e sistemare due corone di alloro davanti al monumento di Seccagrande, sotto le bandiere italiana e greca, mentre una grande petroliera greca “America Graecia”, di proprietà dell’armatore Evangelos Angelakos, già sindaco di Inousess, lanciava in mare dei fiori, nel Canale di Sicilia, al suono della sirena.


Alla manifestazione, che ha visto la celebrazione di una messa nella chiesa madre, hanno preso parte Mimmo Macaluso, il vicesindaco Nicola Inglese, Giorgio Diakenissakis che allora fece da interprete per la ricerca del veliero e per il successivo gemellaggio tra Ribera ed Inousses, Giuseppe Mazzotta per il Lions Club che realizzò il gemellaggio, l’ex sindaco Giuseppe Di Salvo, il trombettista Alfonso Montalbano e diverse altre autorità cittadine.