Santo Stefano Quisquina: Un forum per lo sviluppo del turismo

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Era da tempo che non si vedevano tanti operatori turistici e culturali in un Forum riunito attraverso una semplice autoconvocazione tramite i social. Qualcosa è cambiata? Forse di più. Gli “Operatori della montagna” afferenti all’area dei Monti Sicani incominciano a prendere consapevolezza delle opportunità che questo territorio può offrire. Stipati nell’aula consiliare del comune di Santo Stefano Quisquina, i cento e passa operatori turistici e culturali hanno consacrato questo appuntamento definendolo storico, poiché organizzato fuori da logiche di appartenenze politiche e istituzionali.
Se l’obiettivo per gli organizzatori era quello di conoscersi, per dare vita ad attività sinergiche nell’ambito del territorio sicano, quali scambi di prodotti e di servizi, manifestazioni congiunte possono essere soddisfatti perché l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto.
Per Giuseppe Adamo, organizzatore dell’evento insieme a Mario Liberto, “La partecipazione è andata ben oltre le aspettative, ciò denota una voglia di essere protagonisti e di voler creare una rete che consenta di crescere insieme ad un territorio stracolmo di bellezze naturalistiche, paesaggistiche, storiche e culturali. Nonostante le mille difficoltà che ogni giorno incontriamo con la viabilità che penalizza operatori e turisti, vogliamo restare in questo territorio e creare un futuro per noi e per i nostri figli”.
Dopo l’intervento di Giuseppe Adamo e Mario Liberto, è intervenuto il sindaco di Francesco Cacciatore e il presidente del consiglio Enzo Greco. Entrambi hanno evidenziato la scelta politica del comune in favore della sostenibilità ambientale e il turismo esperienziale, definito non a torto, come il nuovo filone aureo, insieme all’enogastronomia, del settore turistico. Al riguardo hanno sottolineato il percorso intrapreso a favore della valorizzazione dell’ambiente con iniziative come il percorso di Santa Rosalia, l’albergo diffuso, le sacre sostenibili.
Durante i lavori il neo commissario del Parco dei Monti Sicani, Luca Gazzara, intervenuto spontaneamente, ha voluto prendere la parola dichiarando: “Sono soddisfatto e mi congratulo per la presenza numerosa di operatori turistici e culturali. Auspico che questo sodalizio possa trovare una valida strutturazione giuridica in modo da armonizzare, in maniera efficace, il flusso turistico legato al Parco e assicurare le condizioni necessarie di sicurezza e legalità di fruizione”. Presente anche il direttore del GAL “Sicani” Angelo Palamenghi e il Presidente del GAL “Terre Normanne” Marcello Messeri. Presente il prof. Nino Margagliotta dell’Università di Palermo.
L’incontro ha fatto scaturire nuove idee. Principalmente quella di costituire un’ associazione che raggruppi tutti gli operatori in modo da garantire e assicurare i rapporti con tutte le istituzioni presenti nel territorio: Parco dei Monti Sicani, GAL, comuni e Regione. E’nata anche l’esigenza della creazione di un portale degli operatori dei Monti Sicani, un calendario che evidenzi eventi e manifestazioni sportive e culturali sull’intero territorio, elementi che servono ad accrescere l’identità e il senso di appartenenza all’intero territorio.


Insomma, in questo meraviglioso scenario al centro della Sicilia, una vasta area a cavallo tra le province di Palermo ed Agrigento, capace ancora di offrire la sana e genuina ruralità siciliana e dove è possibile trovare un mondo ancora tutto da scoprire, anche gli operatori vogliono decidere della propria storia. Un territorio che costituisce il “cuore” di quello che alcuni millenni fa è stato l’ultimo regno sicano impostosi per diversi secoli nella storia dell’Isola. In quest’area selvaggia ed incontaminata, tra rupi, boschi e vallate che fungono da corollario ai percorsi sinuosi dei fiumi Sosio, Magazzolo e Platani, dove scaturiscono ben sette laghi che costituiscono la riserva idrica più grande della Sicilia, caratterizzato da cime che superano i mille metri di altezza, da formazioni geologiche risalenti al Permiano (ultimo periodo dell’Era Paleozoica), da risorse idriche multiformi e da un’agricoltura in grado di incidere in maniera significativa sui paesaggi vegetazionali.
Per la generale difficoltà di accesso a tutta l’area e per la pressione antropica contenuta il territorio, tagliato fuori delle grandi vie di comunicazione, ancora oggi mantiene la sua “naturalità”.
Una società rurale composta da gente semplice ed umile, cortese ed aperta, caratterizzata dal forte senso dell’ospitalità che si muove con il proprio tempo, con le proprie passioni e le abitudini di sempre e che trova nelle tradizioni miste di religiosità e folklore i fattori indispensabili che perpetuano l’orgoglio di una popolazione protagonista della storia siciliana e che oggi richiamano le esigenze dei nuovi fruitori tristici e culturali che cercano luoghi ricchi di identità e originalità.
Insomma si apre un nuovo scenario turistico imperniato su questa parola magica che è “esperienza”. E siccome il turismo sembra uno di quei rari settori dell’economia in grado di assicurare un buon tasso di crescita e la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro, ecco che il territorio si mobilita e si rimbocca le maniche, e si offre come esperienze da vivere e che incide nella motivazione di scelta di una destinazione.