Ribera: Vertice di sindaci alla Regione. Qualche spiraglio per l’emergenza idrica in agricoltura

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Si apre qualche labile spiraglio per l’emergenza idrica in agricoltura nel corso del vertice che si è tenuto ieri mattina a Palermo all’assessorato regionale all’Agricoltura dove si erano recati gli amministratori comunali di alcuni comuni agrigentini e i responsabili locali e provinciale delle organizzazioni professionali agricole. Istituire subito l’unità di crisi per le gravi emergenze agricole e civili legate alla penuria d’acqua e immagazzinare negli invasi del territorio agrigentino quella poca acqua che ancora fuoriesce dalle sorgenti che seccano ogni giorno di più perché non piove dallo scorso ottobre.
Queste le due maggiori promesse strappate al governo regionale nel corso della riunione alla quale hanno preso parte i sindaci di Ribera, Villafranca Sicula e Bivona, rispettivamente Pace, Balsamo e Cinà, i responsabili della Cia Di Falco, Caruana e Puleo, dell’Upa Sarullo e del CSA Gatto e Ganduscio. Il consorzio di bonifica 3 Agrigento era rappresentato dal commissario Greco, dal direttore Tomasino e dal responsabile dell’area tecnica Guarino, mentre al tavolo dell’assessorato regionale all’Agricoltura sedevano l’ing. Di Trapani e il capo di gabinetto Minoli. Era presente il deputato 5 Stelle Mangiacavallo.
La Regione Siciliana ha preso il primo impegno di sensibilizzare subito l’Enel a non buttare nei fiumi e a mare l’acqua invasata alla traversa di Gammauta, come era avvenuto nello scorso 8 gennaio, ma di mettere in funzione l’adduttore che porta il prezioso liquido nella diga Castello di Bivona per caduta naturale. E’ stato detto che il governo regionale aspetta in settimana notizie da quello centrale circa l’istituzione dell’unità di crisi per venire incontro alle emergenze più gravi, dato che buona parte degli invasi dell’Agrigentino sono vuoti, come non avveniva da decenni.
Amministratori e agricoltori hanno chiesto di limitare al minimo possibile i prelievi necessari che vengono fatti quotidianamente dalle dighe per uso civile nel rifornire potabilizzatori e i serbatoi comunali di diversi comuni dell’Agrigentino orientale. E’ stato chiesto di intensificare, con eventuali finanziamenti dell’unità di crisi, la ricerca alternativa di fonti idriche come pozzi e sorgenti in prossimità dei fiumi o nelle aree dei Monti Sicani di norma ricche di acqua.
Infine, agricoltori e organizzazioni professionali hanno avuto assicurazioni circa la manutenzione ordinaria e straordinaria della grande rete di distribuzione dell’acqua nelle campagne e nelle vallate dei fiumi Verdura, Magazzolo e Platani.