“La Ribera che vale”: Federico Alba “va in buca” negli Emirati Arabi – Una passione diventata lavoro

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Questa settimana la nostra rubrica “La Ribera che vale” spazia nel mondo dello sport e intercetta Federico Alba, classe 1988, attualmente Ad Abu Dhabi nelle vesti di maestro di Golf presso il Saadiyat Beach Golf Club. Scopriamo insieme come la sua passione per il Golf è diventata una professione portandolo a livelli professionistici.

Come è nata la passione per il Golf?
La passione per il Golf è nata nel 2009 dopo essere stato assunto al Verdura Resort nel reparto Golf. Sono sempre stato una persona abbastanza sportiva e devo dire che il Golf mi ha preso molto velocemente. Una passione che è cresciuta esponenzialmente con il tempo e che ad oggi non si è ancora fermata. Praticavo questa disciplina al di fuori degli orari di lavoro e mi ha dato l’opportunità di evadere un pó dagli schemi monotoni che il paese, allora, mi offriva.

Quando hai capito che questa passione poteva diventare una professione?
Il livello del mio gioco giorno dopo giorno cresceva sempre di più. Ho avuto sempre l’intelligenza sportiva di capire che in qualsiasi disciplina la pratica fa la differenza. Ed io ne ho fatta veramente tanta. Il mio livello era diventato molto buono. Ricordo nel 2012 che l’allora direttore del Golf del Verdura Resort, lo scozzese Niall Cameron, mi chiese se volessi essere “sponsorizzato” per passare gli esami da professionista con la PGA inglese (Professional Golfers Association). Non ho mai pensato che il Golf potesse diventare il mio lavoro. Non mi sono mai posto limiti o prefissato obiettivi. Mi piace tanto giocare, anche se attualmente prevalentemente faccio il coach qui ad Abu Dhabi per uno dei Golf Club più esclusivi negli Emirati Arabi.

Dove hai studiato?
Ho fatto diversi studi. Ho una laurea triennale in Economia e Marketing all’università di Parma. Ho una Bachelor Degree in Golf Professional presso l’università di Birmingham in UK. Ho frequentato per cinque anni la Golf Management School (corso federale fatto con la Federazione Italiana Golf). Parlo 4 lingue: Italiano, Inglese, Francese e un pò di spagnolo.

È stata una decisione facile quella di abbandonare il calcio?
Abbandonare il calcio non è stata una decisione facilissima però è stata certamente una delle scelte più importanti e azzeccate della mia vita. Ero molto giovane quando ho lasciato quasi 10 anni fa. Ho capito a priori che non volevo ritrovarmi a 30 anni a correre dietro un pallone con davanti un futuro incerto. Per questo motivo ho deciso di ritornare a studiare. Alcuni amici mi hanno preso per pazzo ed altri me lo rinfacciano ancora adesso. Ho avuto l’onore di giocare nel Palermo ed in Nazionale Under 18. Ho coronato il sogno che avevo da bambino ma sono stato intelligente abbastanza da capire quando smettere. Avevo forse perso anche un pò la passione alla fine della mia carriera calcistica. Credo che sia logicamente corretto lasciare qualcosa quando non trovi più stimoli per andare avanti.

Spesso il Golf viene etichettato come uno sport per pochi o d’élite, è veramente così o lo ritieni accessibile a tutti?
Il Golf è di tutti ma non per tutti. Credo che sia sempre stato etichettato come uno sport di élite, soprattutto in Italia, però ritengo che oggigiorno i prezzi si siano molto abbassati diventando molto alla portata di tutti. L’iscrizione annuale ad un Club di Golf in Sicilia varia da 1500 a 2000 euro “l’anno”. Poco più di 100 euro al mese. Ritengo comunque che non sia uno sport adatto a tutti, non perché si tende a selezionare all’entrata con fee annuali alti e poco raggiungibili dal cittadino comune, ma solamente perché è uno sport che va giocato con correttezza. E’ uno degli unici sport dove il giocatore è arbitro di se stesso e quindi richiede una correttezza ed un rispetto assoluto per le regole del Golf e soprattutto per l’etichetta del gioco.

Quale è stata la reazione della tua famiglia quando hai comunicato loro la tua volontà di intraprendere questa strada?
La mia famiglia è stata sempre propensa a supportarmi nelle mie scelte di vita professionale. Ogni decisione è stata sempre discussa, pensata e analizzata. Credo che se sei un ragazzo realista e con la testa sulle spalle difficilmente troverai barriere da parte dei tuoi familiari. Anche andare via da casa per trasferirmi ad Abu Dhabi è stata una scelta molto importante dove ho trovato pieno supporto da parte loro, nonostante l’idea di avere un figlio che vive a migliaia di km di distanza in una nazione con una cultura completamente diversa dalla nostra.

A quali competizioni hai partecipato? Con quali risultati?
Ho giocato diversi tornei professionistici di medio livello. Non ho mai raggiunto i circuiti dei grandi campioni. Però il Golf mi ha fatto girare il mondo: Canada, Cina, Thailandia, Emirati Arabi e in giro per mezza Europa.

Quali progetti hai per il futuro? Qual è il tuo prossimo obiettivo?
I progetti per il futuro sono tanti. Continuerò ad impegnarmi al 100% sulla mia carriera. Vorrei prendere diverse importanti certificazioni quest’anno e magari creare un mio brand. Sogno di girare il mondo. Magari stravolgo la mia vita ancora una volta.

Un messaggio per la tua città.
Ribera da lontano sembra ancora più bella con tutti i suoi pregi e difetti. Consiglio a tutti i ragazzi di fare un’esperienza lavorativa all’estero per avere una visione completa della vita al di fuori della propria “comfort zone”. Viviamo in un paese bellissimo che merita di essere rispettato e amato ogni giorno sempre di più.

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