Sambuca di Sicilia: Enrico Lo Verso al Teatro L’Idea per commemorare il 50° anniversario del terremoto della Valle del Belice

646

Domenica, 14 gennaio, al Teatro l’Idea, nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1968 nel Belìce, Enrico Lo Verso darà vita ai suoi Uno Nessuno Centomila, per la regia di Alessandra Pizzi. Lo spettacolo che rende omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti tempi ed al più celebre dei suoi romanzi, da più di un anno sta percorrendo l’Italia in una lunga e fortunata tournée nazionale, registrando sold-out quasi ovunque. Acclamato dalla critica e dal pubblico, soprattutto dei più giovani, Uno Nessuno Centomila si è aggiudicato il Premio Franco Enriquez per il miglior attore e la migliore regia della stagione 2017. Enrico Lo Verso, tornato sul palcoscenico dopo dieci anni di assenza dal teatro, dà vita, grazie al suo straordinario talento, ad un personaggio che, come la perennità del messaggio pirandelliano, è di ieri, di oggi, di domani.

Vitangelo Moscarda, protagonista di Uno Nessuno Centomila, è un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio minimo, insignificante che scatena, improvvisamente, tutti i dubbi di un’esistenza. Le cento maschere della quotidianità lasciano il posto alla ricerca del Sé autentico, vero, profondo, attraverso una scrittura ironica che rende la situazione paradossale e grottesca e accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, nel cui fondo è possibile trovare l’essenza. Tuttavia per cercare l’uno bisogna abbandonare i centomila, impresa che, a volte, può significare fare i conti con il nessuno, un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita.
In forma di monologo, solo sulla scena, in un allestimento minimale ma mutevole in ogni contesto, Enrico Lo Verso dà forma ad un personaggio che è uno, centomila o nessuno, tutti per la prima volta affidati al racconto di una voce.
Il romanzo Pirandelliano, nel riadattamento del testo reso in forma di monologo, diventa quindi una sorta di seduta psicoterapeutica che consente agli spettatori di affondare le mani nella propria mente e passare in rassegna tutti i conflitti dell’esistenza . “Un teatro che “informa” – sottolinea nelle note della regia Alessandra Pizzi – che supera la funzione dell’intrattenimento e diventa pretesto, occasione, spunto per la conoscenza .