Sambuca di Sicilia: Al Teatro L’Idea in scena “Accamora” di Paolo Mannina

499

In programma il 27 e il 28 dicembre al Teatro L’Idea di Sambuca
ore 21.00

“ACCAMÓRA ovvero TUTTO SU MIA MADRE”  
di e con Paolo Mannina

La produzione M.A. MEDITERRANEA ANTARTICA
in collaborazione con Teatro L’idea di Sambuca di Sicilia 

Regia Paolo Mannina
Aiuto regia Giulia Santoro
Scenografia Fabrizio Lupo
Realizzazione scene Pablo Cricton Subercaseaux
Costumi Dario Princiotta e Roberta Barraja

Cast:
La madre: Paolo Mannina
Il figlio: Luigi Maria Raùsa
La figlia: Gabriella D’Anci

 ” Queste mamme siciliane che fanno i figli e poi se li mangiano (…) ” 
                                                                             Vitaliano Brancati 
“Accamóra  ovvero tutto su mia madre ”                                       
svela le dinamiche di una famiglia siciliana tenuta insieme dall’amore caparbio di una donna abbandonata dai figli e rimasta sola in mezzo ai ricordi di un tempo perduto e mai più ritrovato. Al centro della pièce una madre mediterranea, nella fattispecie sicula, archetipo di tutte le madri: madre natura, madre-padre, madre-lingua, madre-cibo, madre cultura; e i suoi figli: Francesco, aspirante artista omosessuale e in costante fuga da lei; e Aurora, eternamente fidanzata e con un segreto da custodire. Sullo sfondo la provincia siciliana dove vecchio e nuovo convivono in un fragile equilibrio che resiste precariamente all’onda d’urto della modernità. I tre si ritrovano a trascorrere insieme alcuni giorni nella casa materna e come in un rituale che si rispetti, con la precisione di un meccanismo ad orologeria, ha inizio un rapido susseguirsi di scambi verbali, intercalati da lunghe pause e silenzi. Ed ecco riaffiorare, da un passato non molto lontano, il dolore e il vuoto lasciati dalla perdita del padre. Tra sensi di colpa, doppi legami ma anche teneri e divertenti ricordi si raggiunge poco alla volta il climax di una tensione trattenuta e sempre sull’orlo di una crisi nervosa. In questa dimensione malcerta e claustrofobica, si consuma il dramma di un conflitto generazionale e culturale. Ne viene fuori un irresistibile ballo familiare in un crescendo esplosivo di comicità e dramma che vede ciascuno dei personaggi muoversi in bilico fra se stesso e l’altro, il dentro e il fuori, il passato e il presente, la verità e la menzogna, l’amore e il disamore.
Paolo Mannina.

“Paolo Mannina ha dato forma a un lessico famigliare esilarante e struggente, segnato da dinamiche sentimentali imprevedibili e a tratti surreali. Un interno piccolo-borghese, una sorta di nido-prigione, dominato da una madre che si rivolge ai figli con un intercalare esorcistico, “accamóra”, che scandisce il tempo scenico e dà ritmo a gesti e discorsi. Ne viene fuori una ragnatela di sensi di colpa, risentimenti, rigurgiti memoriali, nodi alla gola, che mano a mano imprigiona lo spettatore, facile preda di una madre-ragno che avvolge e ingloba, che vuol far rientrare i suoi figli (quanto meno il maschio dalle latenze omosessuali) nella matrice da cui sono usciti; fasciarli stretti per ricondurli all’inerzia e debolezza dell’infanzia, riprenderli nel suo potere”.  
Salvatore Ferlita
Direttore artistico del Teatro L’idea