Ribera: Il WWF Area Mediterranea rimetterà in mare le geostazione marina dell’università di Marsiglia spiaggiata a Seccagrande

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La geostazione scientifica dell’università di Marsiglia e di Aix en Provence, arenatasi sulla spiaggia di Seccagrande e recuperata da Giuseppe Mazzotta, responsabile del WWF Sicilia Area Mediterranea e da Domenico Macaluso, responsabile scientifico del settore mare del WWF, sarà rimessa in mare nei prossimi giorni, al centro del mare Mediterraneo, di fronte alla costa agrigentina, grazie anche all’intervento di collaborazione della capitaneria di porto di Porto Empedocle. Giuseppe Mazzotta è stato contattato telefonicamente dal prof. Andrea Doglioli, un italiano che lavora al progetto, ed è stato informato che la boa si trovava nel tratto di spiaggia chiamata “Lingua di sabbia” a Seccagrande, località balneare di Ribera, proprio do fronte l’abitazione dell’ambientalista riberese.
I due ambientalisti nei giorni scorsi hanno recuperato la boa con tutta la strumentazione scientifica e anche il cilindro in tessuto irrigidito da cerchi metallici, sul quale hanno rilevato dei lievi danni al cilindro definito “holey sock drogue”, ancora galleggiante in forma di calza bucata. Lo hanno riparato con accurate cuciture e durante la prossima settimana la “boa lagrangiana” potrà essere rilasciata in mare al fine di far proseguire il lavoro di monitoraggio scientifico al progetto “PEACETIME” che oltre a coinvolgere l’Università di Marsiglia vede coinvolti un insieme importante di partenrs internazionali.
Il progetto PEACETIME combina osservazioni in situ sia dell’atmosfera che del mare con misurazioni effettuate sia nella colonna d’acqua che durante gli esperimenti di incubazione di Climate Reactors per studiare gli impatti atmosferici nelle condizioni climatiche presenti e future. Queste misurazioni consentono di caratterizzare le proprietà chimiche, biologiche, fisiche e ottiche dell’atmosfera e del dominio micro-strato superficiale oceanico, strato misto e mesopelagico. Il Mar Mediterraneo, un punto caldo per la biodiversità ma anche per i cambiamenti climatici e la pressione antropogenica, è un laboratorio naturale ideale per studiare questi processi.