Ribera: Macaluso e Mazzotta recuperano a Seccagrande una boa oceanografica francese

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Nel corso della mattinata di ieri a Seccagrande, il presidente del WWF O. A. Sicilia – Area Mediterranea –Giuseppe Mazzotta ed il responsabile scientifico Settore Mare, Domenico Macaluso hanno recuperato una boa oceanografica, deposta circa sei mesi fa, nello stretto di Sicilia, dagli scienziati dell’Università di Marsiglia, nell’ambito del progetto “PEACETIME”.
Uno dei ricercatori responsabili del progetto, il dr. Andrea Doglioli, dopo la segnalazione dello spiaggiamento della boa, nella costa sud-occidentale della Sicilia, ha contattato il presidente Mazzotta ed il direttore della Riserva Marina “Torre Salsa” Girolamo Culmone, che a loro volta, hanno allertato il dr. Macaluso che già due giorni fa, aveva notato lo strumento, che il mare stava spingendo verso Seccagrande.
Mediante sofisticati strumenti, come la sonda multi-parametro recuperata stamane, gli oceanografi francesi, stanno studiando i processi che regolano il clima terrestre, in un momento in cui il cosiddetto Global Warming o riscaldamento globale del nostro Pianeta, sta creando gravi problemi, con inondazioni dopo periodi di siccità ed interferendo gravemente sulla biodiversità, soprattutto del mare
Gli studiosi di Marsiglia e di Tolosa, studiano in particolare l’interfaccia atmosfera-oceano ed i processi che si verificano in questa area, fondamentali per la regolazione del clima terrestre e per la sussistenza dagli ecosistemi marini.

Il mar Mediterraneo, in questo momento rappresenta un “hot-spot”, cioè un’area calda, che sotto la pressione antropogenica, sta condizionando la biodiversità, per cui questo proprio lo stretto di Sicilia, rappresenta un laboratorio naturale ideale per studiare questi processi.
La sonda appena recuperata dopo il suo spiaggiamento, è la “145518” ed il suo nome è “Louise”, posizionata nel corso di una crociera oceanografica nel Mediterraneo centrale, lo scorso mese di maggio; questo strumento costituito da n’ancora in tessuto sintetico lungo 5 metri e dei sensori protetti in involucro circolare, rileva sulla superficie del mare, temperatura, pressione, pH, polveri e persino la radioattività; il suo percorso è seguito in tempo reale mediante il sistema GPS ed è questo che ha consentito agli studiosi di localizzare la sonda.
E proprio nel corso del 2017, il presidente Giuseppe Mazzotta, assieme al Geologo Emanuele Siragusa ed al Dr. Domenico Macaluso, sotto l’egida del WWF, hanno tenuto una serie di corsi di aggiornamento per vari Ordini professionali, sugli effetti del riscaldamento globale.