Caltabellotta: Un tavolo tecnico, e un meeting per spendere la donazione di 25 mila euro per la facciata della cattedrale

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La giovane imprenditrice milanese, di origini trapanesi, Sabrina Zuccalà, si dichiara “cocciuta” nel volere utilizzare la donazione di 25 mila euro a favore della cattedrale di piazzale Lauria e propone a tutte le istituzioni la promozione, dopo le feste natalizie, di un tavolo tecnico e di un meeting scientifico e culturale per esaminare la possibilità di intervenire con una riqualificazione che ha trovato consensi a livello locale e qualche perplessità tra gli operatori dei beni culturali della curia arcivescovile.
La benefattrice, che è un avvocato e che è amministratrice unica della società “4Ward360” che si occupa di nanotecnologia applicata ai beni culturali, ha precisato ieri con un documento che l’intervento di riqualificazione proposto, dopo un attento studio tecnico della composizione della struttura, potrà essere realizzato a titolo del tutto gratuito, con lo scopo di una migliore conservazione della facciata della cattedrale di Caltabellotta, con l’utilizzo e valorizzazione di manodopera locale.
La proposta di donazione ha avuto larga eco sulla stampa nazionale perché si era diffusa inizialmente la notizia che le istituzioni erano contrarie al progetto. Superate alcune difficoltà iniziali di comunicazione, oggi pare che si siano espressi favorevolmente per una discussione tecnica sia l’amministrazione comunale caltabellottese che gli uffici dei beni culturali della Soprintendenza di Agrigento. Qualche perplessità aveva espresso la curia agrigentina a cui spetta l’ultima parola in quanto si tratta di un bene religioso di sua competenza.
La scelta della cattedrale di Caltabellotta, uno tra i più monumenti della provincia, ha preso il via a Palermo nell’ottobre scorso quando, in un convegno sui beni monumentali siciliani, l’ambasciatore emerito dell’Onu, il maltese Ray Bondin, ha parlato della possibilità che il centro montano agrigentino con i suoi paesaggi e i suoi monumenti possa entrare a fare parte, con un riconoscimento ufficiale, del patrimonio dell’Unesco. Per questo tutti stanno facendo quadrato attorno a Caltabellotta. Anche perché, se la cittadina agrigentina dovesse rinunciare, si registrano già le richieste di Pantelleria, Ragusa e Siracusa mirate all’utilizzo del finanziamento.