Ribera: Un gruppo di escursionisti trapanesi denuncia l’abbandono del castello di Poggio Diana

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Sferzante denuncia di un nutrito gruppo di escursionisti di Castellamare del Golfo che, in una recente visita sul territorio riberese, ha lamentato l’estremo abbandono dell’area e del sito del castello di Poggio Diana e l’impraticabilità della strada di collegamento. L’hanno fatta sulla pagina facebook.
“Dal gruppo facebook “zingaro e non solo” di Castellammare del Golfo – scrivono – escursione presso la valle del fiume Verdura con visita al castello di Poggio Diana a pochi chilometri dalla città di Ribera, famosa per le arance. Alla fine, colazione a sacco presso la foce del fiume Platani, demanio forestale. Il castello di Poggio Diana conserva ancora il suo fascino cosa che non si può dire della sua manutenzione e pulizia. Il castello è pieno di erbacce e sa di abbandono, il piccolo torrente a valle del depuratore, che alimenta il fiume verdura, riversa nell’alveo un’acqua sporca e maleodorante, per non parlare dei tanti sacchi di immondizia lungo la strada. Si esortano gli amministratori locali e soprattutto il sindaco ad adoperarsi affinché questo territorio, che merita tanto, bene di tutti e ancora di più degli abitanti di Ribera, non sia lasciato all’incuria e al degrado. Ritorneremo a Ribera”.


Un appello che fa da eco ai tanti appelli lanciati, anche dal nostro giornale, per la sistemazione della strada di collegamento città-castello, oggi intransitabile, pericolosa e croce e delizia di migliaia di agricoltori e di tanti turisti costretti a percorrerla. Su facebook si scatenano i giudizi. Viene scritto: “La colpa è un po’ degli amministratori che non salvaguardano i siti storici e ambientali e un po’ di noi cittadini che siamo abituati a lamentarci, ma alla fine facciamo ben poco e continuiamo a coltivare il nostro orticello”; “Avete un bellissimo territorio. Abbiamo fatto una passeggiata indimenticabile tra arance e storia antica. Incantevole. Posso solo consigliarvi di continuare a denunciare”; “Occorre soprattutto più educazione civica, ambientale e conoscenza del territorio sia nelle scuole che nelle famiglie”.