Montallegro: I funerali di Paolo Stagno: tutto il paese fermo

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Un intero paese si è fermato per il funerale del giovane lavoratore forestale, ucciso per un tragico incidente di caccia al cinghiale nel bosco di Burgio. Di contro, dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Sciacca, che hanno operato con la collaborazione dei colleghi della tenenza di Ribera e della stazione di Burgio, non trapela alcuna notizia che possa far risalire alla dinamica e all’autore della fucilata che ha fatto secco in un attimo Paolo Stagno. Questi i fatti, dopo la tragedia.
Ieri pomeriggio nella chiesa dell’Immacolata di Montallegro, per le onoranze funebri, non c’era più posto nemmeno in piedi, alle ore 15, quando è arrivato il feretro portato dal carro funebre. Non c’era nemmeno posto sull’adiacente piazza Giovanni Paolo II perché tutti i montallegresi hanno voluto tributare un riconoscimento al loro compaesano che lascia moglie e tre figli e che viene descritto come una persona affabile, socievole, disponibile, buon lavoratore, con l’hobby della pesca e della caccia, una passione che disgraziatamente alla fine gli è stata fatale.
La cittadina ferma, saracinesche dei negozi commerciali abbassate, bar chiusi, abitazioni con porte sprangate, manifesti funebri dell’amministrazione civica, del corpo forestale, di amici e parenti, in ossequio all’ordinanza di lutto cittadino proclamato dal sindaco Caterina Scalia e per rispetto della vittima della tragica disgrazia.

La celebrazione religiosa, officiata dall’arciprete don Giuseppe Gagliano, è durata più di un’ora, con l’omelia del parroco che ha parlato per circa 20 minuti. Il sacerdote ha detto: “L’ultima volta che ho visto Paolo rideva. Questo tragico evento deve farci riflettere. Spesso dimentichiamo per la caccia abbiamo a che fare con strumenti di morte che non uccidono solo gli animali, ma anche le persone. Chiediamo al Signore che si possa risolvere questo caso che ancora nel dubbio è sospeso, che si possa comprendere realmente come sono andati i fatti, perché la conoscenza della verità porta serenità”.
Poi, alle fine, i saluti, gli abbracci e le strette di mano di tutta la popolazione ai familiari, straziati dal dolore e commossi per un intero paese che è sceso in piazza.
Al momento, non vi sono novità sul piano delle indagini. Bocche cucite dei carabinieri della Compagnia di Sciacca che un’idea della modalità della tragedia notturna se lo sono certamente fatta, ascoltando testimoni e facendo i rilievi sul sentiero “Muti” dei Monti Sicani, dove lo Stagno è stato colpito al volto da una fucilata mentre si trovava a caccia con amici. Non si conoscono né particolari della dinamica dell’incidente e né i nominativi di quanti hanno partecipato alla battuta di caccia. La relazione ufficiale sull’autopsia si conoscerà tra circa 60 giorni.