Combattere l’AIDS… come se fosse un videogioco (parte seconda)

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Nell’articolo di mercoledì scorso, vi ho raccontato la storia dell’AIDS mischiandola con quella di un videogames. Lo ammetto, era solo un pretesto per attirare la vostra attenzione, o forse no… ma dove eravamo rimasti? ah si… stavo dicendovi di come le cure per l’AIDS oggi permettono a molti di vivere ed invecchiare serenamente. Oggi però, venerdì 1 dicembre, è la Giornata Mondiale per la Lotta contro l’AIDS. Una giornata dedicata alla sensibilizzazione su una malattia che è ancora troppo sottovalutata. E quindi oggi voglio concentrarmi solo sulla prevenzione. Perché è solo fermando la trasmissione del virus che saremo in grado di arginare l’HIV. questo virus esiste in tutto il mondo, è molto diffuso nelle nazioni africane povere, dove c’è Il più alto tasso di HIV del mondo. Anche il Brasile ha molti infetti, le nazioni arabe pochi. Oggi abbiamo dati che ci permettono di dire molte cose riguardo la diffusione dell’HIV. Se sei completamente sano e fai sesso eterosessuale, il rischio di infezione in un rapporto sessuale è 1 su 1000. (non saltate subito alle conclusioni e fate i bravi stanotte…). Ma se vi trovate in una situazione sfavorevole, con più malattie sessualmente trasmesse, può scendere a 1 su 100. Può esserci cioè una co-occorrenza, può essere che ci siano altre cose che fanno si che la trasmissione avvenga più frequentemente. Lo so, vi starete chiedendo “cos’è una co-occorrenza?” Poniamo il caso di associare vodka, capodanno e nuovo partner. Poi vodka, ferragosto e uovo partner. E ancora vodka, compleanno e… va avanti così, avete capito. Si colleziona un gran numero di ex, si avrà una epidemia di clamidia, questo ad esempio aumenta il pericolo della trasmissione dell’HIV. Oggi la strategia nota come Abstinence, Being faithful, Condom (ABC) ovvero astinenza sessuale, fedeltà nei rapporti di coppia e uso del preservativo, ha dato risultati apprezzabili in paesi dove la trasmissione è dovuta alla promiscuità sessuale. Esistono anche i programmi di prevenzione nei casi di trasmissione da madre a figlio che riescono a ridurre i tassi di trasmissione del 99%. La somministrazione di un ciclo di farmaci antiretrovirali entro le 72ore viene indicato, anche nei casi di violenza sessuale, dopo l’esposizione a sangue sieropositivo. Una minoranza consistente di giovani però, continua a sottovalutare il rischio. Altri invece, non ci crederete, con un videogioco riescono a combattere l’AIDS, come è successo con Foldit. Creato dall’università di Washington, Foldit ha come scopo scoprire alcune parti della struttura del virus HIV per poi trasformarlo in bersaglio per i farmaci. L’idea si è dimostrata vincente. In poche settimane i giocatori hanno individuato una regione coinvolta nella replicazione del virus, determinando anche quale farmaco agisce e blocca il processo. Lasciamo “giocare” i ricercatori ma facciamo qualcosa per aiutarli a sconfiggere l’HIV con la prevenzione. Non vi ho convinti abbastanza?… allora sappiate che anche Mario prima di andare a salvare Paolina… era stato a comprare i preservativi! #usatelo