Montallegro: I funerali di Paolo Stagno venerdì pomeriggio

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I funerali di Paolo Stagno si svolgeranno venerdì pomeriggio in quanto la salma del giovane lavoratore forestale è stata consegnata ai familiari ieri sera sul tardi, dopo l’autopsia svoltasi a Sciacca. Il rito religioso è previsto alle ore 15 nella chiesa dell’Immacolata e sarà celebrato dall’arciprete don Giuseppe Gagliano. E’ prevista la partecipazione di tutta la cittadinanza perché l’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino. Il sindaco Caterina Scalia stamattina emetterà l’apposita ordinanza.
Nella giornata di ieri si è svolta presso l’obitorio del cimitero di Sciacca, dove era stato portato domenica scorsa da Burgio, sul cui territorio è avvenuto, nel bosco dei Monti Sicani, il terribile incidente di caccia al cinghiale, l’autopsia disposta dalla magistratura con gli inquirenti alla ricerca di elementi che possano far capire meglio la dinamica dell’incidente.
Intanto, il paese da domenica scorsa è sotto choc per la tragedia che ha colpito la collettività in quanto Paolo Stagno era conosciuto e stimato. Le arterie principali sono tappezzate di manifesti pubblici che diversi enti ed amici hanno voluto esprimere alla famiglia. Vi sono quelli dell’amministrazione comunale, dei tanti colleghi del Corpo Forestale dove il lavoratore prestava servizio e degli agenti tecnici e colleghi della squadra antincendio di cui faceva parte da anni.
L’autopsia è stata eseguita nel cimitero di Sciacca dalla dott.ssa Elvira Ventura arrivata da Palermo dal dipartimento di Medicina Legale. Saranno necessari i canonici 60 giorni per conoscere i particolari della relazione. Ad ogni modo, sembra trapelare, da qualche indiscrezione, che si tratti di un terribile incidente di caccia quando una fucilata ha colpito in pieno volto Paolo Stagno che è stramazzato al suolo ed è spirato sul colpo.
Sul fronte delle indagini il silenzio e il riserbo degli inquirenti della compagnia dei carabinieri di Sciacca sono totali. Non trapela niente anche perché, forse, dopo aver ascoltato i testimoni, i cacciatori dei gruppi presenti nel bosco, sul sentiero “Muti”, gli inquirenti attendono i primi dati sull’autopsia e qualche accertamento tecnico sull’arma che ha causato la tragedia. Per questo al momento non risulterebbero persone iscritte nel registro degli indagati per omicidio colposo.
Ad operare sul posto sono stati i militari della compagnia di Sciacca, in collaborazione con i colleghi della tenenza di Ribera e della stazione di Burgio. Da subito si era capito che ci si trovava in presenza di un incidente notturno di caccia in un’area ambientale dove c’è segnalato, con evidente cartellonistica, il divieto venatorio.