Santo Stefano Quisquina: Spese impropriamente le somme di vendita dell’ex preventorio antitubercolare

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Il Comune accerta un disavanzo finanziario di un milione e 700 mila euro proveniente dalla vendita del preventorio antitubercolare le cui somme di denaro sono diventate spese correnti per cui per ripianare il capitolo ha dovito accantonare per 30 anni la somma annua di 100 mila euro. Su tale argomento si è svolto un ampio dibattito consiliare a seguito della relazione presentata al consiglio comunale dalla commissione consiliare di indagine, proposta dal presidente Enzo Greco Lucchina e relativa alla vendita alla Provincia Regionale di Agrigento del preventorio antitubercolare “G.B. Peruzzo” avvenuta nel 1993.
Sulla base dei risultati dell’indagine è stato evidenziato che a partire dall’esercizio finanziario 1999 i proventi della vendita, allora in lire 3.370.000.000 (oggi euro 1.723.416,67), che dovevano essere destinati, come prescritto da un vincolo nella delibera n° 4/1993, alla realizzazione di una struttura sanitaria nel territorio di S. Stefano Quisquina, sono stati diversamente utilizzati impropriamente come spese correnti.
Palese e concorde è stata la disapprovazione dei presenti per l’uso improprio della somma allora vincolata. E’ stato anche sottolineato che ciò ha inciso pesantemente sul disavanzo di circa 3.000.000,00 di euro accertato nel 2015 che ha indotto il Comune di Santo Stefano Quisquina ad effettuare obbligatoriamente il ripiano dello stesso attraverso l’accantonamento in trent’anni di una quota annua di circa 100.000,00 euro.