Bivona: Sindaco Panepinto, inizia la controffensiva contro lo scippo dell’acqua, fonti Bivona ‘protette’ da decreto del 2006

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La Corte dei Conti ha bocciato nei giorni scorsi con una sentenza la legge regionale n.19 del 2015, ma già oggi i sindaci cosiddetti “ribelli” partono al contrattacco. La prima voce è quella del sindaco di Bivona Panepinto

“La controffensiva dei comuni siciliani contro lo ‘scippo dell’acqua’ è appena iniziata: con una lettera, che in qualità di sindaco di Bivona ho inviato al presidente dell’Assemblea Territoriale Idrica, ho fatto presente che l’articolo 14 del decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006 prevede che nel caso di ‘approvvigionamento idrico da fonti qualitativamente privilegiate’ che al tempo stesso ricadono in ‘aree o parchi naturali’, la gestione resti autonoma”. Così afferma Giovanni Panepinto, vicepresidente del gruppo PD all’Ars, e primo cittadino di Bivona.

 “Queste due caratteristiche si riscontrano nelle fonti che riforniscono il comune di Bivona, che ricadono all’interno del Parco dei Monti Sicani: dunque la gestione deve restare al comune. Sia chiaro – aggiunge Panepinto – questo è solo il primo passo della mobilitazione che sta crescendo in Sicilia contro gli errori del governo regionale e l’impugnativa del Consiglio dei Ministri che hanno portato ad una sentenza della Consulta che sancirebbe un inaccettabile scippo delle risorse idriche, la cui gestione deve essere pubblica così come sancito dal referendum. Ci opporremo in tutti i modi – conclude Panepinto – se sarà necessario occuperemo i municipi insieme a movimenti, associazioni e cittadini, per impedire l’accesso dei commissari”.

Sullo stesso piano dovrebbero essere i comuni di Santo Stefano Quisquina, Alessandria della Rocca, Cianciana e Burgio, i cui territori e le fonti idriche di approvvigionamento ricadono all’interno della vasta area dei Monti Sicani. I sindaci non si sono ancora pronunciati.