Agrigento: Al corso dei giornalisti Totò Cuffaro parla degli anni passati in carcere

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Ospite illustre al corso professionale dei giornalisti agrigentini nell’incontro promosso dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e svoltosi nella sala Giglia del palazzo dell’ex Provincia Regionale di Agrigento con il tema “Identità personale e diritto all’oblio (Carta di Milano). A parlare della sua carcerazione è stato l’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro che ha raccontato, alla fine dell’incontro, gli anni passati dietro le sbarre e che sottolineato come oggi la carcerazione non sia davvero rieducativa e che, nel rispetto pieno delle sentenze, la vita carceraria e la condanna sono un marchio che ti porti cuciti addosso per tutta la vita.
I lavori, alla presenza di oltre una cinquantina di giornalisti professionisti e pubblicisti della provincia di Agrigento, sono stati aperti dal vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Teresa Di Fresco, come il giornalista deve comportarsi nella tutela e diffusione dei dati personali del carcerato, in base al codice deontologico.

L’avvocato Salvatore Pennica, che ha raccolto delle esperienze carcerarie anche in diversi paesi europei, ha detto del dramma che si vive un carcere dove talvolta a suicidarsi non sono solo i detenuti, ma anche gli agenti. Il direttore del carcere minorile “Malaspina” di Palermo Michelangelo Capitano, ha sottolineato gli appena 30 posti di cui dispone il carcere palermitano, contro i 50-60 di Catania, e ha parlato delle esperienze di reinserimento sociale dei carcerati con le attività delle borse lavoro.
Totò Cuffaro, infine, ha detto che il cittadino, una volta scontata la pena e fuori dal carcere, ha il diritto all’oblìo perché la detenzione non deve diventare un marchio indelebile per tutta la vita.