Montallegro: Resteranno aperti due stabilimenti balneari. Il Tar condanna la Sovrintendenza

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Le signore G.F. di 43 anni e T.C. di 47 anni, entrambe residenti a Montallegro, da molti anni gestiscono due stabilimenti balneari in località “Bovo Marina” del Comune di Montallegro in forza di regolari concessioni demaniale marittime munite di autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla Soprintendenza di Agrigento. Nell’anno 2016 l’Associazione “Mare Amico” presentava un esposto chiedendo se le concessioni demaniali rilasciate all’interno della spiaggia di Bovo Marina fossero in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie ed in particolare del parere della Soprintendenza alla luce del vigente pieno paesistico. A seguito della presentazione dell’esposto veniva effettuato un sopralluogo in località “Bovo Marina” ed i titolari degli stabilimenti dichiaravano di essere in possesso di tutte le autorizzazioni previste dalla legge; ma nonostante ciò la Soprintendente dei Beni culturali ed ambientali di Agrigento, dottoressa Gabriella Costantino, ritenendo gli stabilimenti privi di una valida autorizzazione paesaggistica, emetteva un’ordinanza di rimessione in pristino dei luoghi, ai sensi del Codice dei Beni Culturali.Le titolari degli stabilimenti, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airò e Calogero Marino, a questo punto proponevano un ricorso davanti al TAR Sicilia contro la Soprintendenza, per l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza di rimessione in pristino. In particolare gli avvocati Rubino, Airò e Marino hanno censurato il provvedimenti impugnato sotto il profilo dell’eccesso di potere, per violazione della circolare assessoriale secondo cui nel caso di opere da realizzare su luoghi demaniali l’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendente avrà validità pari alla durata della concessione demaniale; nonchè per violazione della legge regionale inerente la formazione del “silenzio assenso”, atteso che le ditte avevano ritualmente richiesto comunque il rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica, e la Soprintendenza era rimasta silente, consentendo così la formazione del silenzio assenso sulle istanze inoltrate, Il Tar Sicilia Palermo Sezione Prima, Presidente il dottor Calogero Ferlisi, relatore la Dottoressa Aurora Lento, ritenendo sussistente il periculum in mora, essendo imminente l’avvio della stagione balneare, e ritenendo fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino, Airò e Marino, ha accolto la richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, condannando anche la Soprintendenza al pagamento delle spese giudiziali. Pertanto, per effetto del provvedimento cautelare reso dal TAR Sicilia,gli stabilimenti balneari resteranno aperti nell’imminente stagione balneare mentre la Soprintendenza pagherà le spese giudiziali.