Da un paio d’anni, e dopo 60 anni di lunga attesa durante i quali non si organizzava più la festività, è stata ripristinata anche quest’anno la festa della Settimana Santa che si è conclusa con l’Incontro di Pasqua lungo la via principale del paese e nei pressi dell’ex stazione ferroviaria di Caltabellotta.
La festa è stata organizzata da Andrea e Giancarlo Coscino, Bartolo e Giorgio Quartana, Stefano Caruso e Nicola Lacca, un gruppo di giovani rimasti a vivere nel villaggio della frazione palermitana i quali intendono far rivivere le antiche tradizioni dei loro padri e dare gioia ai circa 80, solo 150 in estate, abitanti di San Carlo, molto legato commercialmente a Caltabellotta. Le donne hanno portato a spalla le vare di Gesù Risorto dell’Addolorata e i giovani il simulacro di San Michele.
Quando c’era la ferrovia, negli anni ’50-’60, gli abitanti di Caltabellotta, distante per mulattiera appena sette chilometri, partivano dalla frazione di Chiusa per Palermo e trasportavano olio, frumento, fave, orzo, avena, ceci, carbone e perfino sommacco che venivano ammassati nei fondaci, in parte ancora oggi esistenti, con il trasferimento sui vagoni merci e trasportati verso lontane destinazioni.
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Attualità & Cronaca San Carlo di Chiusa Sclafani: Nell’ex stazione ferroviaria di Caltabellotta si è...





