Agrigento: corso professionale dei giornalisti su “Diritto di cronaca e tutela dei minori stranieri”.

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Sono stati Teresa Di Fresco, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, e Suor Fernanda Di Monte, religiosa delle Suore Paoline, a tenere ieri mattina, negli studi di Teleacras, ad Agrigento, forbite relazioni sul tema attualissimo de “La carta di Roma: diritto di cronaca e tutela dei minori stranieri” che ha fatto registrare la corposa partecipazione di una sessantina di giornalisti provenienti da tutti i centri della provincia. La Di Fresco ha sottolineato che si tratta del primo appuntamento dei corsi professionali per il nuovo triennio 2017-2018-2019 e che il prossimo si terrà ancora nella città dei templi il 9 aprile prossimo sulla “Imprescindibile carta di Treviso”.

Le due relazioni,  che hanno posto i giornalisti di fronte al binomio morale e deontologia nell’attività di cronaca, alla fine, ha acceso un vibrante dibattito sul tema dei clandestini che arrivano dai Paesi del Nordafrica e sul ruolo del giornalista-conduttore televisivo nelle interviste in tv.

Suor Fernanda Di Monte, giornalista professionista di Avvenire e di Famiglia Cristiana, che vive a Palermo, ha subito sottolineato il comportamento, serio e rispettoso e senza esagerazioni, che il cronista deve avere di fronte alle vicende degli sbarchi, soprattutto di minori. Ha fatto riferimento per deontologia alle carte di Roma e di Treviso, ha parlato dei gravi rischi che i minori corrono (prostituzione, traffico di organi, lavoro nero) una volta sbarcati e vittime dei trafficanti e ha detto che bisogna usare un linguaggio umano, reale che riconosca la dignità della persona, oggetto di cronaca.

Teresa Di Fresco si è soffermata sulla carta di Roma che non approfondisce molto la situazione dei minori stranieri i quali devono essere tutelati come previsto dalle Nazioni Unite, ha accennato all’istituzione di un glossario giornalistico dei termini da usare e sulla grande fatica di fare oggi giornalismo, con il racconto di storie vere, senza esagerazioni, deontologicamente valide.