Santo Stefano Quisquina-Sambuca di Sicilia: Finanziato dalla Regione Siciliana il film sull’emigrazione “La storia vergognosa”

112

Santo Stefano Quisquina e Sambuca di Sicilia, dove nel secolo scorso vi sono stati dei forti flussi migratori di popolazioni verso le Americhe, saranno in parte le location del film “La Storia Vergognosa”, “The Shameful Story”, il documentario della giornalista, regista e produttrice catanese Nella Condorelli che, prodotto da Factory Film, ha vinto la selezione dell’assessorato al Turismo Sport Spettacolo della Regione Siciliana. Nella graduatoria sono ben 17 i documentari ed 11 i lungometraggi che saranno sostenuti con un finanziamento complessivo di 1.520.000 euro annunciato dall’assessore Anthony Barbagallo.
Immediata soddisfazione è stata espressa dai sindaci di Sambuca di Sicilia e di Santo Stefano Quisquina, rispettivamente Leonardo Ciaccio e Francesco Cacciatore, i quali nell’autunno scorso hanno ricevuto una delegazione della produzione del film che ha voluto visitare i luoghi più caratteristici delle due cittadine che diventeranno i palcoscenici delle immagini della pellicola, in procinto del primo ciak esterno tra l’estate e l’autunno prossimi. Sono stati scelti i due centri agrigentini, prima, per la peculiarità urbana e, poi, perché sia Sambuca di Sicilia che Santo Stefano Quisquina sono stati interessati da un flusso migratorio che ha portato migliaia di famiglie soprattutto negli Stati Uniti d’America.
“Il ritorno di immagine per le nostre cittadine sarà forte – ci dicono sia Cacciatore che Ciaccio – senza dire che sarà ricostruito un pezzo integrale di storia delle nostre popolazioni”.
“La Storia Vergognosa” – ci dice la Condorelli – racconta una pagina vera e censurata dell’emigrazione italiana in America tra il 1890 ed il 1920, la prima grande ondata migratoria nazionale, in maggioranza siciliana. Il docu-film segue le tracce degli uomini e delle donne, contadini, zolfatari, piccoli operai, proletari urbani, maestri, artisti di strada…, costretti a partire dalla Sicilia per la miseria, per la violenza mafiosa, per la persecuzione politica”.